Titoli tech europei da segnare sul calendario mentre Nvidia fa il suo show delle trimestrali

Titoli tech europei da segnare sul calendario mentre Nvidia fa il suo show delle trimestrali

Provate a trattenere l’entusiasmo, ma il gigante dei chip Nvidia, ovvero la regina incontrastata del valore di mercato, sta per annunciare i suoi risultati trimestrali mercoledì. Un evento che, come ben sappiamo, potrebbe scuotere il mondo finanziario più di una tazzina di espresso doppio la mattina.

Secondo l’ironia del destino, ecco che Camilla Papaleo, product manager presso VanEck, ci ricorda che i numeri di Nvidia sono considerati praticamente un termometro, non per la febbre, ma per misurare la bontà e la durata del cosiddetto “ciclo di investimento globale nell’IA”. Peccato che, negli ultimi tempi, questo termometro abbia mostrato più sbandamenti di una nave in tempesta.

Nel corso della stagione degli utili i titanici nomi del Big Tech — Google, Meta, Microsoft e Amazon — ci hanno già deliziato con una serie di risultati che hanno preso la strada della borsa con una certa inquietudine, ipotizzando costi di capitale (capex) astronomici per la loro infrastruttura IA. Ma tutti gli occhi ora sono puntati su Nvidia, la fabbrica delle meraviglie dei chip che alimentano questo boom iperbolico e, bisogna dirlo, spesso incontrollato.

Camilla Papaleo aggiunge saggiamente:

“I dati finanziari di Nvidia sono visti come un indicatore chiave della robustezza e della durata del ciclo globale di investimento nell’IA.”

Insomma, se Nvidia dovesse strillare ai quattro venti che l’espansione dei data center non conosce crisi, che gli investimenti in infrastrutture saranno inarrestabili e che la domanda di chip di nuova generazione ha un’autostrada a luci rosse, allora la musica nell’industria tech europea potrebbe svoltare verso tempi più rosei. Specialmente per chi, come noi, segue con patetica fedeltà i produttori di semiconduttori e le infrastrutture.

Ma attenzione, basta un sussurro, un “forse stiamo normalizzando la crescita” o, peggio, un “i clienti stanno solo smaltendo gli acquisti passati”, e il castello di carte delle aspettative su IA potrebbe crollare in una risata generale. E non faticherebbe a trascinare a fondo buona parte del settore.

Quali azioni europee temono di più il verdetto?

Partiamo da ASML, il fornitore olandese di macchinari per la litografia ultravioletta estrema (EUV) — una tecnologia senza la quale i chip top di gamma di Nvidia rimarrebbero solo sogni nel cassetto. Secondo David Dai, managing director di Bernstein, se Nvidia predicherà forte espansione produttiva, vorrà dire più ordini per macchine da parte di ASML. In caso contrario, la festa potrebbe finire molto velocemente, con un contraccolpo per chi vende attrezzature a chi fabbrica chip.

Poi ci siamo noi, i fantasmi della miniaturizzazione, con Besi, altra olandese che produce macchine per il packaging e il montaggio di quei gioielli di silicio. Besi è molto sensibile a come andrà la festa di Nvidia. Se i dati indicano una forte domanda di GPU di nuova generazione, i soldi continueranno a scorrere; se invece si parla di rallentamenti o ordini che si affievoliscono, prepariamoci a un po’ di alti e bassi da vertigine.

Non dimentichiamoci della tedesca Infineon, colosso nel campo dei semiconduttori per elettronica di potenza e automobili, che timidamente aspetta di vedere se la richiesta di chip per i server AI di Nvidia crescerà. Pura legge di domanda e offerta, ma non meno cruciale.

Infine, la svizzera STMicroelectronics, impegnata nella progettazione e produzione di chip, percepisce ogni fluttuazione nel sentiment generale del settore come una folata di vento che scuote le sue vele. Se Nvidia dovesse regalarci buone notizie, si vedrebbe rafforzata la convinzione che il ciclo dei semiconduttori si stia finalmente stabilizzando e che la domanda nei settori finali sia in crescita. Al contrario, segnali di rallentamento, prezzi più morbidi o margini compressi potrebbero mettere a dura prova la pazienza degli investitori, anche per chi si occupa di mercati apparentemente meno rischiosi come quello automotive e industriale.

In definitiva, la partita è tutta qui: un risultato positivo da Nvidia può alimentare sogni di gloria per tutta Europa, mentre un segnale di dubbi o rallentamenti basterà a far suonare campanelli d’allarme e convincere molti a fare marcia indietro. Nel frattempo, noi restiamo comodi spettatori di questa tragicommedia da chip, con la speranza che almeno il sarcasmo sia incluso nel pacchetto tecnologico del futuro.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!