Tina Maze dichiara di vedere Goggia sopra Vonn e applaude la grinta di Brignone che non molla

Tina Maze dichiara di vedere Goggia sopra Vonn e applaude la grinta di Brignone che non molla

«Non mettevo gli sci lunghi da ben nove anni, ma guardate un po’, non è che me la sia cavata così male», ci racconta Tina Maze mentre si cimenta sulla pista Olympia, quella stessa dove oggi si assegnerà la medaglia d’oro nella discesa libera femminile. Nella storia dei Giochi Olimpici, Tina è una leggenda vivente: quattro medaglie, due ori nella stessa edizione, a Sochi 2014, dominando in discesa e gigante. Dopo aver testato la pista con le sue gambe, si prende una pausa e si commuove davanti al maxischermo nello studio della WBD House di Cortina, assistendo al trionfo di Francesca Lollobrigida, oro con il figlio a bordo pista. «Che spettacolo, che gioia immensa.» Poi, torna al suo amato sci.

Dove si perde e si vince la discesa libera alle Tofane? La risposta di Tina, con la saggezza di chi è stata regina di tante piste: «Faccio prima a dirvi dove si perde, molto più semplice. Primo punto cruciale: la lunga traversa subito dopo il via. Poco spazio per errori, perché se perdi velocità lì, addio vittoria.» Ovviamente, proprio in quel pezzo la nostra Sofia Goggia, la campionessa in carica, ha ammesso di aver fatto un passo falso nell’ultimo allenamento. Che tragedia? Macché. «Ha fatto alla perfezione a sbagliare. Così si è resa conto di come affrontare al meglio quella curva. Ha rivisto i video, studiato, corretto. Niente panico.»

Il secondo momento chiave? «Prima del finale, dove vorresti far scivolare gli sci all’infinito, ma ti trovi davanti a dossi che ti fanno impazzire. Bisogna trovare il giusto equilibrio: spingere e controllare, controllare e spingere. Quel plus lo chiamiamo gliding: la capacità di planare. O ce l’hai o non ce l’hai, e Lindsey Vonn l’ha da vendere», dice con ammirazione quella che definisce una qualità innata, non acquisibile. Potrà vincere, se arriverà a quella parte di pista in condizioni favorevoli, anche alla veneranda età di 41 anni e con un legamento rotto? «Io e il mio compagno Andrea Massi, ex allenatore, ci scherzavamo su: “Come fa a sciare così?” Ma, credetemi, la discesa è meno traumatica per certi infortuni rispetto al gigante.»

Vonn in versione superstar? «Mettete insieme il suo talento, il carisma e l’ostinazione a vincere, e avete lo spettacolo garantito. Lei e Alberto Tomba hanno letteralmente rivoluzionato la percezione dello sci.»

Tina Maze spiega con ironia: «Alberto ha fatto scendere lo sci dalle montagne, portandolo in salotti e case di tutti. Lindsey Vonn? Negli Stati Uniti è stata la vera scoperta dello sci, ne ha fatto cultura anche ben oltre lo Utah. Ha portato addirittura Tiger Woods sulle piste, immaginate! Per venerarla, arriverà qui neanche fosse una rockstar il vicepresidente USA Vance. Lo sci ha disperato bisogno di spettacolo: guardate come è diventato il tennis, roba da circo.»

Quanto conta aver come allenatore un campione del calibro di Aksel Lund Svindal? «Mentalmente, tantissimo. Sono amici, si capiscono al volo. E poi lui fa pure le interviste dopo le gare al posto suo. Ehi, Aksel, forse vorresti invadere troppo il palcoscenico, lasciala respirare un po’ alla Lindsey!» scherza con tagliente sarcasmo.

Chapeau alla nostra Sofia Goggia, che ritornerà alle gare: la carica c’è tutta? «Dalla prova finale che ho visto, direi proprio di sì. Si è concessa del tempo per decidere col suo staff, e ha fatto bene. E poi, per quel tipo di infortunio, la discesa può addirittura diventare un test più comodo del gigante, che è ben più esigente e doloroso.» Podio possibile? «Può fare molto bene. La sua voglia di tornare è talmente forte che ha scavalcato i tempi canonici di recupero.»

E se la storia olimpica non si ripete, come dice Tina, essere medagliata non è sicuramente un lasciapassare per il successo odierno. «Devi ricominciare da zero, ogni singola volta. E solo così puoi crescere davvero.» Per finire, una perla degna di miglior cineasta: «L’infortunio ti costringe a conoscere te stessa. Paradossale, vero? Ma quando ti fai male significa che sei andata oltre, oltre i limiti. È come un rehab per la mente.»

Saggezza olimpica dalla diretta protagonista, che non si sbaglia mai nemmeno nel pronostico: «Il podio? Ve lo dico io: Sofia Goggia, Lindsey Vonn e Breezy Johnson. E se vi volete far due risate, chiamateli pure rispettivamente Goggia, Vonn e Johnson.»

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