Timothée Chalamet spara a zero su opera e balletto: ecco perché nessuno gliene può fregare di meno

Timothée Chalamet spara a zero su opera e balletto: ecco perché nessuno gliene può fregare di meno

Un balletto di Tchaikovsky? Un’opera di Mozart? Ma chi se ne importa più ormai. Questa è la brillante riflessione di Timothée Chalamet, quella giovane star di Marty Supreme, durante una chiacchierata in diretta con Matthew McConaughey per Variety. Secondo lui, non vale più la pena dedicarsi a balletto o opera, quei vecchi cimiteri culturali dove la gente borbotta “Ehi! Manteniamo viva questa roba, anche se a nessuno interessa”.

In poche parole, nella visione ultra-moderna del trentenne Chalamet, titoli come Il flauto magico, Don Giovanni, La traviata, Tosca o Il Lago dei cigni sono già cancellati dal futuro. Il tema della discussione? Ma ovviamente la nostra immancabile crisi di attenzione, ridotta ai minimi termini dalla tirannia degli spot di 12 secondi.

McConaughey si lancia con garbo:

“In quest’epoca di clip verticali da 12 secondi, stiamo forse perdendo la capacità di concentrazione?”

E Chalamet, da filosofo dei tempi moderni, risponde citando Netflix e il film Frankenstein come esempio di come i giovani ancora sappiano apprezzare le storie a ritmo lento. Ma attenzione: bisogna sventolare una bandiera, tipo “Ehi, questo è un film serio”, altrimenti la gente vuole solo essere intrattenuta e subito.

Poi, con un’eleganza degna di un cabaret, aggiunge:

“Tutto il rispetto per il mondo del balletto e dell’opera. Ho appena perso 14 centesimi di ascolti”.

Ah, la modestia! Quattro parole per affondare un intero secolo di cultura lirica e coreutica, e strappare una risata impacciata mentre il pubblico degli estimatori di Mozart e compagnia chiude mestamente il libro.

La replica brillante (ma non troppo) del Royal Ballet e dell’Opera

Non sorprende che la comunità di cantanti lirici e ballerini abbia tirato fuori gli uncini e le punte di diamante per rispondere. Un portavoce del Royal Ballet and Opera ha preso il microfono per ricordare che queste arti, lungi dall’essere reliquie impolverate, sono state e restano una fonte inesauribile di ispirazione per tutto il panorama artistico.

Il balletto e l’opera non sono mai esistiti in modo isolato: hanno continuamente informato, ispirato ed elevato altre forme d’arte”, hanno affermato con quel pizzico di dignità che ci vuole. Hanno aggiunto inoltre che la loro influenza persiste maleficamente nel teatro, nel cinema, nella musica contemporanea e persino – udite udite – nella moda.

Un dato di fatto che farà sicuramente saltare di gioia il buon Chalamet quando le note struggenti del Pas de deux da Lo Schiaccianoci o l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni continueranno imperterrite a risuonare nei teatri, mentre lui sarà solo uno degli attori già cancellati dal prossimo algoritmo.

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