Test F1 a Barcellona, Ferrari fa il duro mentre Hamilton finalmente finge di capire la macchina

Test F1 a Barcellona, Ferrari fa il duro mentre Hamilton finalmente finge di capire la macchina

Il condizionale è d’obbligo, perché quando si parla di velocità e aerodinamica, sappiamo bene quanto le speranze vadano smorzate dall’attesa dei test in Bahrain. Ma almeno da Barcellona è trapelato qualcosa di interessante: la Ferrari sembra finalmente aver partorito una power unit che non fa ridere troppo gli ingegneri meccanici. Dopo aver macinato ben 121 giri nella prima giornata di martedì, la SF-26 è tornata in pista giovedì per ben 170 giri complessivi — 85 con Lewis Hamilton (mattino) e 89 con Charles Leclerc (pomeriggio). Come se non bastasse, nessun problema tecnico è saltato fuori e i dati fioccano come se piovessero. Dopo il temporale di martedì, i nostri eroi hanno potuto finalmente testare le gomme slick, assaggiando sia le medie che le hard, per capire se questa volta l’auto si comporta più come una Ferrari o solo come un curioso modellino da vetrina.

Il risultato? Oltre 800 chilometri percorsi senza intoppi degni di nota. Insomma, un miracolo, o almeno un buon segnale per quei tifosi disperati che sognano una SF-26 totalmente opposta alla debacle della SF-25 dello scorso mondiale.

Lewis Hamilton ha commentato con un entusiasmo contagioso:

«È stato finalmente positivo poter girare sull’asciutto e portare avanti il programma. Abbiamo raccolto dati preziosi e iniziato a comprendere meglio la macchina, passo dopo passo. Mi sento sempre più a mio agio, anche se gestire i nuovi sistemi, in particolare l’aumento della componente elettrica della power unit, è tutt’altro che semplice.»

Non è da meno Charles Leclerc, che si diletta in ottimismi prudenti:

«Guidare questa macchina è una vera sfida, specie con questa maggior componente elettrica. Non pensiamo ancora alle prestazioni, ma a completare la checklist e a capire bene la macchina. Siamo in linea col programma, e ciò non è poco in vista del Bahrain.»

Mercedes fa paura, ma oh, arriva anche l’Aston Martin di Newey

Il lunghissimo run da 168 giri è stato anche terreno di prova per la sempre più temibile Mercedes, che ha girato come se non ci fosse un domani nelle ultime giornate di test, aggiungendo alla lista chilometri anche quelli di lunedì e martedì. Le Frecce d’Argento terrorizzano e convincono allo stesso tempo, nonostante le chiacchiere sul loro motore con il rapporto di compressione (un mistero che potrebbe tranquillamente far parte di un romanzo giallo piuttosto che della Formula 1).

George Russell, com’è tradizione recente, è sceso in pista di pomeriggio e ha segnato il giro più veloce della giornata con un magnifico 1’16’’445. Dietro di lui, ma non per molto, si sono piazzati il piccolo fenomeno Andrea Kimi Antonelli con 1’17’’081 (di mattina) e Charles Leclerc con 1’18’’223.

Il giovane bolognese si è lasciato andare a un commento dal tono rassicurante che suona più o meno così:

«Oggi abbiamo dato la priorità a gomma soft, per vedere come la vettura e la power unit si comportavano in curva ad alta velocità. Andremo in Bahrain con grande fiducia, perché questa cosa è andata piuttosto bene.»

Insomma, come sempre il verdetto vero arriverà da Sakhir, dove l’undici squadre in griglia – sì, incluso Williams, rimasta stranamente a guardare per questioni di peso e crash test non superati – cercheranno di tirare fuori dal cilindro la vera prestazione definitiva.

E, perché sia davvero uno spettacolo degno di nota, merita una citazione d’onore anche il debutto dell’AMR26 di Aston Martin, firmata nientepopodimeno che da Adrian Newey. Arrivata un’ora prima della chiusura della sessione, con Lance Stroll al volante e con una livrea total black da far rabbrividire i competitori, l’auto è stata solo timidamente provata – pochi giri di installazione – prima di fermarsi per un problema tecnico nell’ultimo settore, provocando pure una bandiera rossa e la chiusura anticipata.

Nonostante il breve passaggio, la nuova vettura ha già catturato attenzione e chiacchiere: innovazioni mai viste prima, dal tirante dello sterzo ai bocchettoni di scarico sulle pance, come se la rivoluzione tecnica fosse dietro l’angolo o almeno in qualche garage segreto a Silverstone.

Dall’altra parte della barricata, la giornata è stata un pugno nello stomaco per McLaren. Oscar Piastri ha corso 48 giri al mattino, ma il pomeriggio è stato un incubo: la monoposto è rimasta miseramente ferma ai box per problemi al sistema di alimentazione, roba da terza elementare dell’ingegneria.

Il team si consola sperando di porre rimedio in tempo per l’ultimo giorno di test, previsto venerdì dalle 9 alle 18, dove dovrebbe disertare un altro pezzo da novanta, Max Verstappen, rimasto in panca in attesa di pezzi di ricambio da Milton Keynes. Già, perché il martedì pomeriggio, Isack Hadjar aveva pensato bene di licenziare la posteriore contro le barriere dell’ultima curva, offrendo uno spettacolo degno di uno stuntman sfortunato.

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