Ah, guarda un po’, nella tranquilla provincia di Perugia si nascondeva un giovane promettente, un diciassettenne pescarese con il sogno di trasformare la sua scuola in un campo di battaglia. Ma non temete, il nostro eroico Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, insieme ai compari provinciali dell’Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, ha fermato in tempo il genio del male. Sì, avete capito bene, una strage a scuola era pianificata nei minimi dettagli, con tanto di ordini per fare bang bang degni di un action movie di serie B.
Immaginate la scena: un ragazzo con l’hobby della propaganda di odio, istigazione a delinquere (ma per motivi che superano il banale razzismo, eccoci anche etnia e religione nella scoperta del secolo) e la bella passione per la detenzione di materiale terroristico. Ma non un semplice razzista fai-da-te, no, qui si parla di vere e proprie istruzioni per fabbricare armi e congegni esplosivi, tutto raccolto come in un catalogo di hobby per aspiranti terroristi.
L’Procura Minorile di L’Aquila, che evidentemente aveva tempo da dedicare a queste inchieste giovanili, ha scandagliato fino a scovare manuali per costruire armi, chimica da laboratorio casalingo e persino guide per sabotaggi a servizi pubblici vitali. Un curriculum scolastico decisamente fuori dall’ordinario, da far impallidire qualsiasi professore di chimica e tecnologia.
Il tocco “fai da te” della terroristica 3D
E qui arriva la chicca: non basta il solito armamentario, no. Il nostro teen terrorista si fa incontrare con le ultime frontiere della tecnologia, ovvero la stampa 3D per armi e la preparazione del tanto temibile TATP, noto come la “madre di Satana” – perché ovviamente non ci si poteva accontentare del popolare tritolo o degli ordigni caserecci già abusati nelle rovinose stragi di Bruxelles e Parigi.
Ma non finisce qui. Pare che il nostro baby-cattivo non si limitasse a leggere manualetti, ma chiacchierasse pure con il vertice di uno dei gruppi Telegram più chic del circolo neonazista, il glorioso “Werwolf Division”. Qui si celebrano santi della porta accanto come Brenton Tarrant, l’artefice della carneficina di Christchurch, e Anders Behring Breivik, il gentleman degli attentati di Oslo e Utoya. Insomma, un po’ come seguire le star del rock del male, solo che i fan club sono un po’ meno convenzionali.
Non è semplicemente un fan, ma un aspirante replicante, con la mirabolante idea di replicare la strage della Columbine High School, seguita da un tocco finale da manuale: il suicidio. Siamo quindi di fronte all’acme del cliché del ragazzo perduto con la pistola, che però diventa così cool da meritarsi l’intervento preventivo dei tutori dell’ordine.
Un’inchiesta che spazia tra i minorenni “talentuosi” dell’odio
Ma non è stato il solo adolescente a coltivare queste tranquille passioni. Sono scattate sette perquisizioni a carico di altrettanti “giovani” degli splendidi territori di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Ovviamente, anche loro esperti di propaganda razzista, di insulti etnici, nazionali e religiosi da far paura al parchetto sotto casa.
Che ci crediate o no, tutti questi giovani erano parte di un ecosistema virtuale internazionale, dove neonazisti, suprematisti e veri e propri artisti dell’accelerazionismo condividono ogni giorno gioie e dolori dell’odio online. Quasi una community social (ma almeno su Facebook non li trovate, tranquilli) fatta di fascino per la violenza e per i mass shooter famosi, con una buona dose di retorica che nemmeno una repubblica delle banane.
Un’indagine nata da un’altra indagine, per l’infinito ciclo delle persecuzioni giovanili
Questa avventura investigativa è iniziata nell’ottobre 2025 grazie all’infallibile Sezione Anticrimine di L’Aquila, ma non è un caso isolato: la storia arriva da più lontano, collegata alla “indagine IMPERIUM”, uno di quei titoli che sembrano usciti da un film di spionaggio. Questa seconda tranche è figlia dell’indagine più grande del luglio 2025, a Brescia, con la Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo che non perde occasione per mettersi in mostra.
Sorprendentemente, proprio durante questa precedente indagine era già finito nei guai il nostro genio del male. Che continua imperterrito a scrivere il suo curriculum terroristico criminale sotto l’ombra benevola delle istituzioni, che – immagino – nel frattempo si chiedono se ora convenga più la sorveglianza o la riabilitazione.



