Il tanto osannato villaggio olimpico di Milano Cortina, questo gioiellino incastonato non lontano dalla celeberrima Fondazione Prada, fa parte di quel mirabolante progetto di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana. Peccato che il talento del pattinaggio di velocità giapponese Tatsuya Shinhama, fresco di partecipazione, abbia avuto idee alquanto diverse sulla sicurezza del posto.
Non proprio un bollettino di guerra, ma quasi: secondo gli sguardi (e le parole) dell’atleta, l’intera struttura si trova nientemeno che “alla periferia della città”. Sì, avete capito bene, periferia. Un aggettivo che evoca immancabilmente quella sensazione di abbandono e isolamento, magari con qualche tuffo nella nostalgia anni ’80, ma poco rassicurante per un villaggio olimpico internazionale.
Per la cronaca, Shinhama ha commentato, sempre via giornali giapponesi (perché ormai abbiamo tutti bisogno di un interprete d’ansie e paura), che “l’atmosfera è un po’ spaventosa” e, ciliegina sulla torta, “di notte non si ha proprio voglia di uscire”. Niente festa sotto le stelle, dunque, ma più un invito subliminale alla clausura volontaria.
Chissà se questa pomposa rigenerazione urbana includerà anche un corso intensivo di ottimismo a beneficio degli atleti stranieri o se invece il villaggio sarà destinato a diventare il nuovo set per qualche thriller metropolitano.
Un profilo da (non) sottovalutare
Tatsuya Shinhama, nato nel 1996 nella freddissima Hokkaido, non è certo uno qualunque piazzato lì per caso. Specializzato nel pattinaggio di velocità, ha già calcato, e aggiungiamo piacevolmente, le scene olimpiche di Pechino, gareggiando nei 500 e nei 1000 metri. Le stesse distanze che lo vedono in pista nella località lombardo-veneta, dove però l’adrenalina del ghiaccio pare essere un po’ oscurata dall’ansia per la notte nel village.
Quindi, cari organizzatori, se sotto il luccichio delle medaglie qualche atleta straniero comincia a trovare il villaggio più simile a un set di horror urbano che a un’accogliente oasi olimpica, forse vale la pena rivedere qualche dettaglio. O magari, con la stessa enfasi con cui si annunciano le infrastrutture, comunicare meglio l’emozionante esperienza notturna “da brivido” di Milano Cortina.



