Stoxx 600, FTSE, DAX e CAC intanto l’Iran fa notizia: chi l’avrebbe mai detto?

Stoxx 600, FTSE, DAX e CAC intanto l’Iran fa notizia: chi l’avrebbe mai detto?

Ah, l’inizio della settimana sui mercati europei: un vero spettacolo di ottimismo malgrado l’intrattenimento quotidiano made in Medio Oriente e le sempre più avvincenti tensioni commerciali transatlantiche. Il nostro caro Stoxx 600 ha deciso di regalarci un modesto +0,1%, giusto per mantenere il sorriso agli azionisti più disperati. Nel frattempo, in una performance degna di Oscar per l’incoerenza, il francese CAC 40 si ritrae quasi dello 0,1%, mentre il tedesco DAX azzarda un +0,1% e il nostro amato FTSE MIB italiano fa meglio di tutti con un pimpante +0,4%. Ah, il FTSE 100 del Regno Unito? Immancabilmente chiuso per la festività di primavera, perché anche l’Inghilterra ha bisogno di prendersi una pausa dal caos.

La maggior parte dei settori regionali si tinge di verde, con le telecomunicazioni a fare da apripista con un guadagno del 1,2%. E qui si scatenano i fuochi d’artificio: Nokia vola del 7% in scambi mattutini, portando i suoi guadagni da inizio anno a oltre il 100%. Tutto merito dell’acquisizione del ramo d’affari “fixed wireless access” da parte di Inseego, una mossa che farà senza dubbio impazzire gli analisti… o forse no.

Ma venga la festa di gioia, arriva l’ennesima tegola che fa sembrare una partita a Risiko: le case automobilistiche europee si schiantano in borsa con un -1,6%, grazie al nostro amico Donald Trump che ha deciso di buttare benzina sul fuoco promettendo di portare i dazi su auto e camion europei al 25%. Ovviamente la Commissione Europea sta valutando le sue “opzioni” di risposta, un eufemismo per dire “brontolerà mentre tutto peggiora”. La Continental, specialista in pezzi di auto, precipita verso il basso del Stoxx 600 con un impietoso -5,2%, Mercedes-Benz perde il 1,9% e Volkswagen sprofonda dell’1,7%.

Il bello è che questa nuova minaccia tariffaria arriva nonostante la Corte Suprema americana abbia smontato gran parte dell’agenda tariffaria di Trump già a febbraio. Evidentemente il nostro presidente ha deciso che le lezioni di diritto sono per i deboli.

Progetti di libertà tra missili e portaerei

Come se non bastasse il teatro tariffario, il presidente statunitense ha sfornato un nuovo piano per “liberare” le navi intrappolate nello Stretto di Hormuz. Il progetto, chiamato ironicamenete “Project Freedom”, prevede 15.000 uomini in divisa, una flotta di cacciatorpediniere dotati di missili guidati e 100 velivoli pronti a scortare allegramente le navi commerciali attraverso questa critica via marittima. Perché nulla dice “amicizia globale” come un convoglio militare sotto scorta armata, no?

Intanto, le operazioni marittime britanniche hanno segnalato l’attacco di un’imbarcazione a nord di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti, regalando nuove emozioni a chi sperava in un po’ più di calma in quella regione. Bell’inizio settimana!

Nel frattempo il petrolio fa la sua danza: il Brent, famoso benchmark mondiale, scende dello 0,8% a 107,38 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate si lascia andare a un lieve -0,84% a 101,10 dollari. Insomma, prezzi ballerini a ritmo di tensioni mediorientali e politiche folli.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!