Stop all’area a caldo dal 24 agosto perché la nostra salute vale più di qualche bruciatura, o no?

Stop all’area a caldo dal 24 agosto perché la nostra salute vale più di qualche bruciatura, o no?

Chi ha detto che la transizione energetica è solo una questione di belle parole e discorsi a vuoto? Nel magico mondo di Key – The Energy Transition Expo, tutto si trasforma in un grande spettacolo fatto di idee che devono per forza diventare qualcosa di concreto, magari, chissà, anche utile. Proprio per questo, l’evento di punta di Italian Exhibition Group, in programma dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini, ha piazzato un intero padiglione, il D4, dedicato all’«innovazione». Perché, si sa, quando senti la parola innovazione, è impossibile non pensare a soluzioni spettacolari e a competenze nuove che trasformano la teoria in industrial-chic.

Naturalmente, non manca quella classica trovata per fare filare tutto liscio tra domanda e offerta di lavoro, chiamata con un nome da figo: Green Jobs & Skills. Qui, si promette l’incontro miracoloso tra chi cerca personale formato alle tematiche green e chi spera finalmente di poter usare queste nuove competenze per non rimanere a guardare. E, giusto per non farsi mancare nulla, c’è pure uno stand dedicato a Bex – Beyond Exploration, la nuova fiera sul business spaziale, con voli commerciali e tutto quanto, roba che si terrà sempre a Rimini in settembre. Insomma, si passa dalle pale eoliche alle stelle, perché non si può mica rimanere ancorati a terra nell’era dell’innovazione.

L’Innovation District: l’ombelico del mondo sostenibile

Il cuore pulsante della manifestazione è un’idea geniale e tanto semplice quanto complicata: creare un percorso di open innovation che, a detta loro, dovrebbe mettere in connessione start-up innovative con aziende già ben piantate a terra e con investitori pronti a far piangere i portafogli. Uno di quei miracoli imprenditoriali che “favoriscono” l’innovazione di prodotto e la nascita di business che, ovviamente, sono ecosostenibili perché oggi se non sei green non sei nessuno. Nel famigerato spazio dedicato a “Start-up & Scale-up” trovano posto idee avveniristiche che coprono tutti i settori “obbligatori” di Key: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, accumulo di energia, e-mobility e città sostenibili.

Con orgoglio – ma anche un pizzico di ironia – raccontano che 32 start-up e PMI innovative, italiane e internazionali, si sono guadagnate un posto in vetrina dopo aver sopportato la selezione su ben 67 candidati. Dietro questa selezione c’è una squadra da manuale: oltre a Italian Exhibition Group, si aggiungono Ice – Italian Trade Agency, Art-Er (la società che sostiene l’innovazione in Emilia-Romagna), la Fondazione Mai (braccio di Confindustria), Associazione Nazionale Giovani Innovatori e addirittura il Plug and Play Tech Center, che è il colosso mondiale dell’open innovation e del venture capital. Insomma, roba da far girare la testa a chiunque pensasse che per cambiare le regole bastasse solo una buona idea.

E per non fare scontenti, alle sette “stelle” più brillanti, una per ciascun settore, viene persino consegnata una targa come riconoscimento. Sarà la loro ricompensa per aver presentato soluzioni che spaziano dall’efficienza energetica alla mobilità elettrica, passando per l’applicazione spinta dell’intelligenza artificiale, utilizzata per monitorare consumi, stanare anomalie e ottimizzare risorse come se fossimo tutti in un gigantesco videogioco. Il risultato? Sprechi ridotti al minimo e risparmi gonfiati all’inverosimile, per grandi impianti, aziende, cittadini e comunità energetiche sparse ovunque.

Non mancheranno nemmeno progetti da far invidia al cinema di fantascienza: pompe di calore altamente innovative e sistemi di accumulo energetico basati sul principio gravitazionale, che non è altro che il tentativo di catturare e conservare l’energia come fossero tesori sepolti chissà dove. Insomma, tra queste performance high-tech, il futuro ha l’aria di essere più una sfilata di idee luccicanti che una promessa concreta, ma magari siamo solo noi a essere così scettici…

Ah, la modernità che bussa alla porta dell’energia pulita! Con grande clamore ci propinano tecnologie di monitoraggio avanzatissimo, come se senza immagini satellitari, droni e sensori terrestri fossimo rimasti all’età della pietra. Non bastasse l’aria futuristica, ci lanciano in faccia pure innovazioni che automatizzano, tra uno sbadiglio e l’altro, la gestione tecnica dei progetti, oltretutto migliorando il rendimento degli impianti esistenti. Trattamenti autopulenti per pannelli fotovoltaici? Sì, perché nessuno ha voglia di sporcarsi le mani, giusto? E per non far mancare nulla, ecco le piattaforme integrate pronte a venderci l’illusione di installare e monetizzare punti di ricarica per veicoli elettrici ed e-bike, come se tutti avessimo già sostituito la nostra amata vecchia auto a benzina con un bolide elettrico da luna park.

Nel grande teatro della transizione ecologica non potevano mancare i modelli di economia collaborativa, quei mirabolanti sistemi che dovrebbero connettere aziende e cittadini ansiosi di investire nel solare, creando una sorta di “gioia condivisa” energetica senza precedenti. Naturalmente, oltre alle favole sull’energia verde, si propone ai visitatori di fiera soluzioni degne della fantascienza più ardita: reattori che sfruttano catalizzatori e termoplastici riciclabili per produrre pale eoliche, perché più sostenibili è meglio, anche se nessuno ci spiega quanto costerà metterli in piedi o smaltirli quando saranno obsoleti. La ciliegina sulla torta? Un premio sfarzoso, il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, distribuito ai sette eroi della manifestazione che avranno mostrato la tecnologia più scintillante: un modo raffinato per celebrare la nostra epoca di illusionisti dell’energia.

L’illusione del lavoro verde e la caccia ai talenti

Per non far sentire soli i poveri sognatori della sostenibilità, hanno pensato bene di colmare il famigerato divario tra domanda e offerta di lavoro nel settore energetico. Come? Semplice, con iniziative tanto nobili quanto vagamente utopiche come Green Jobs&Skills, una sorta di speed dating tra neolaureati, studenti, disperati in cerca di orientamento e imprese in fibrillazione per trovare un talento all’altezza del mantra “green”. E dove si svolge questo circo? All’interno dell’Innovation District, ovviamente, ossia il parco giochi del futuro dedicato alle energie pulite e alla ricerca di professionalità che nessuno sa ancora bene come reclutare.

Ma non finisce qui: sul sito della manifestazione, un regno digitale dove si muovono aziende e giovani speranze, è disponibile un vero e proprio spazio dedicato ai “green jobs” dove chiunque può pre-registrarsi, inviare curriculum, letterine, magari anche qualche pergamena magica. Venerdì 6 marzo, poi, sarà la giornata interamente dedicata a formazione e orientamento, perché, si sa, a furia di sentire parlare di “transizione energetica”, qualcuno dovrà pur capire di cosa si tratta. Come ciliegina finale, in collaborazione con enti prestigiosi come Enea e Cna, un Hackathon in cui gli studenti più brillanti degli Its energia si sfideranno per tre giorni consecutivi… in un estenuante duello all’ultimo megawatt.

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