Spegne i macchinari e si becca l’accusa di tentato omicidio: la storia surreale di un figlio disperato

Spegne i macchinari e si becca l’accusa di tentato omicidio: la storia surreale di un figlio disperato

Al personale sanitario intervenuto, dopo che l’inevitabile emergenza ha fatto scattare il 118, il 48enne, unico parente convivente della donna, ha spiegato con la solita delicatezza: «voglio rimettermi alla volontà di Dio». Un modo piuttosto originale per giustificare l’interruzione delle cure, magari poco apprezzato dall’ospedale o dalla legge.

Il tutto risale al 15 dicembre, quando un’infermiera del servizio di assistenza domiciliare, facendo il suo dovere, si è accorta che tubi e sondini erano stati scollegati. Immaginiamoci la sorpresa mista a raccapriccio nell’apprendere la strategia “divina” messa in atto dal figlio filantropo. Ovviamente la donna è stata immediatamente trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Di Venere.

Durante l’interrogatorio davanti al gip Giuseppe Montemurro, il signor filantropo ha scelto di non fornire alcuna risposta. Forse, anche lui si è accorto che il suo atto non stava proprio brillando sotto la luce dell’etica o della legge.

Inizialmente, la procura di Bari aveva pensato a una misura cautelare piuttosto soft: divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Ma il nostro protagonista ha rifiutato anche questo trattamento da santo al guinzaglio, finendo così ai domiciliari, che sembra il luogo più adatto per riflettere sulle proprie “illuminazioni”.

Il Dilemma Morale e Giuridico che Nessuno Voleva Affrontare

Non è difficile immaginare quanto il caso abbia fatto rumore, soprattutto perché tocca un nervo scoperto: il confine tra assistenza, pietà filiale e responsabilità penale. Ma, a quanto pare, per il 48enne questo confine è risultato alquanto labile – forse inesistente. Viene da chiedersi se qualche scusa teologica possa davvero reggere davanti alla legge, o se siamo di fronte semplicemente all’improvvisazione di un “salvatore” casalingo.

Il sistema giudiziario, come sempre, si trova a inseguire casi di cronaca che sfidano ogni logica umana e giuridica. Nel frattempo, una donna lotta tra la vita e la morte, mentre quel tipo di misericordia un po’ particolare resta nella memoria come monito di quanto la compassione possa essere un concetto complicato da interpretare senza cadere nell’abisso dell’illegalità.

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