Dopo almeno mezzo secolo di sonno profondo, ecco tornare agli onori della cronaca spaziale la NASA, che ha deciso di mettere quattro coraggiosi (o incoscienti?) astronaute e astronauti su un razzo diretto dalla florida Florida verso… udite udite, la Luna. La missione, per niente banale, si chiama Artemis II e promette un giro turistico lunare di dieci, sì, dieci giorni. E tutto questo magico tour serve giusto per testare la capsula Orion e il nuovo razzo SLS: roba da provetta, insomma, perché stare qualche giorno in orbita attorno alla Luna è una passeggiata rispetto alle ambizioni di mettere piede sul suolo lunare prima che il decennio finisca.
Ovviamente, questa splendida impresa è stata comunicata come un “ritorno storico”, una sorta di occhiolino al passato glorioso che aveva già visto i passi di Apollo. Che nostalgia! Nel frattempo, però, il mondo si è evoluto, così come i costi astronomici di queste “gite fuori porta” nello spazio profondo. Ma niente paura, l’importante è sognare e testare tecnologie chiave, perché la vera missione è affermare con orgoglio: “ci siamo ancora”.
Nel frattempo, non resta che seguire con un misto di ammirazione e perplessità tutti gli aggiornamenti che La Stampa si premurerà di fornirci a puntino, giusto per non perdere nemmeno un dettaglio di questa epopea lunare che promette di essere tutto fuorché banale. Nel frattempo, resta aperto il dibattito sull’effettiva utilità di queste missioni costose nei tempi in cui la Terra, quella sì, ha bisogno di un po’ di attenzione.



