Un uomo di 67 anni, residente nel glorioso hinterland milanese, ha deciso di far visita agli abissi del lago di Como, precisamente nel magico tratto del Moregallo. Purtroppo, la sua immersione subacquea si è trasformata in una tragedia quando ha accusato un malore. Recuperato dall’acqua e trasportato in ospedale con codice rosso, l’uomo non ce l’ha fatta, lasciando spazio a mille domande e pochissime risposte.
L’allarme era scattato intorno alle 9:15 nella tranquilla zona di via Moregallo, nell’area di Mandello del Lario. Il nostro eroe subacqueo, intento a esplorare le meraviglie del lago, si è improvvisamente trovato in difficoltà. I compagni di immersione hanno avuto la generosità di riportarlo a riva prima che arrivassero i soccorsi, dimostrando che l’istinto di sopravvivenza può fare miracoli anche tra chi si bagna i polmoni.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, pronti a scattare come sempre nelle occasioni meno piacevoli. Hanno preso in carico il malcapitato, affidandolo al personale sanitario che ha tentato disperatamente di rianimarlo. Stabilizzato, l’uomo è stato poi trasferito in codice rosso all’ospedale Manzoni di Lecco, dove purtroppo è spirato nelle ore successive, regalando un triste epilogo a un’immersione che avrebbe dovuto essere un’innocua passeggiata subacquea.
Il famigerato “pallonamento” e i fondali assassini del Moregallo
Ora, la ciliegina sulla torta subacquea: sembra che il signore possa aver commesso il reato supremo per ogni appassionato di immersioni, ovvero una risalita troppo veloce verso la superficie. Nel gergo dei sub, questa magica manovra prende il nome di “pallonamento”, e non è affatto un gioco. Può causare conseguenze drammatiche, con effetti letali, il che rende la vicenda ancora più drammatica e – perché no – paradossale.
Sarà come sempre la magistratura e l’indagine scientifica a stabilire con precisione le cause del decesso. Nel frattempo, è doveroso ricordare che il tratto di lago del Moregallo, al confine tra Mandello del Lario e Valmadrera, è noto non solo per la sua bellezza, ma anche (e soprattutto) per la sua pericolosità. Fonti locali e appassionati lo descrivono come un luogo intriso di insidie, dove i fondali complessi e le mutevoli condizioni dell’acqua rendono le immersioni un passatempo tutt’altro che sicuro.
Nel corso degli anni, non mancano i casi di incidenti – alcuni addirittura con esiti tragici – che hanno coinvolto subacquei di ogni grado, dai professionisti più rodati ai dilettanti che pensavano di far la stessa cosa con un sorriso. Insomma, la natura ti offre spettacolo e morte, tutto nello stesso pacchetto, condito da una bella dose di impreparazione e fatalismo.



