Sorelle sparite ritornano sane e salve da chissà dove, sorpresa? Erano a casa dello zio materno a Formia

Sorelle sparite ritornano sane e salve da chissà dove, sorpresa? Erano a casa dello zio materno a Formia

Le due sorelline di ben 16 e 12 anni, che si erano dileguate da una casa famiglia di Civitella Alfedena, si sono miracolosamente riciclate in ospiti di lusso a casa dello zio materno nel quartiere Rio Fresco, a Formia. Ovviamente, tutto in perfetta buona salute e, sorpresa delle sorprese, lontano da qualsiasi pericolo. La notizia è stata prontamente diffusa sui social dal Tg1, perché senza social non ci sarebbe alcuna gloria.

Il tutto si è consumato in un appartamento Ater, cioè di proprietà pubblica, presso uno stabile di case popolari. Per quelli che amano il dettaglio, l’ambiente è sorprendentemente a due passi da quello dove abita la mamma delle ragazze. Che fortuna, vero?

Ovviamente la zona è stata militarmente presidiata, con una trentina di carabinieri in borghese e in divisa più forze speciali a proteggere la baita delle due fuggitive. Sarà un caso se nessun residente poteva avvicinarsi, perché si sa, la privacy prima di tutto.

La perquisizione, che puntava a ritrovare le fuggitive in tutta la parte sud del Lazio, è stata fortemente voluta dal procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci. E così è arrivato l’happy ending di questa soap in forma di recupero in extremis.

Ora, con grande efficienza e tempestività, le giovani Sarah e Alisya saranno affidate per l’ennesima volta al sindaco di Formia, che si occuperà di trovare un posto “idoneo” dove parcheggiarle. In attesa che quella che sembra una saga infinita possa finalmente concludersi, ci sarà la celebrazione di rito: una conferenza stampa del procuratore di Sulmona, dove a giorni si spiegheranno i dettagli di questa storica ritrovazione.

Insomma, tutto secondo copione. Ragazze “protette”, zona blindata degna di un film d’azione e un finale tutto sommato lieto, considerando che qualcosa di più drammatico era possibile. Nel frattempo, il dramma consumato dal padre disperato resta nei tweet e nei post, un ricordo così distante che quasi sembra di una fiction ben riuscita, piuttosto che di una vicenda di vita reale.

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