Smog a parte, pm10 sempre a fare il guastafeste con record da paura

Smog a parte, pm10 sempre a fare il guastafeste con record da paura

Che sorpresa! Anche ieri, lunedì, le centraline Arpa in città hanno deciso di ignorare qualsiasi tentativo di miglioramento e hanno rilevato nuovamente concentrazioni di PM10 ben oltre la soglia di guardia di 50 µg/m³. Viale Marche si è distinto con un generoso 66 µg/m³ e a Città Studi non è da meno con 54 µg/m³. Ma chissà perché, i dati della centralina di Via Senato restano un mistero, mentre al Verziere si sono accontentati di 43 µg/m³, quasi un dato da ‘bravi ragazzi’. E non finisce qui: nell’area metropolitana, a Pioltello, si sono azzardati a segnare un valore di 58 µg/m³, giusto per complicare la vita.

A Monza non si sono voluti sentire da meno e nei giorni scorsi hanno fatto il bis con valori alle stelle per due giorni di fila. Che magnifica idea! Così, per aggiungere un tocco di serietà, da oggi sono scattate le “misure temporanee antinquinamento di primo livello” in tutta la provincia, come ha voluto ricordare la delibera della Giunta di Regione Lombardia. Un applauso alla puntualità.

Le misure temporanee antinquinamento: la panacea lombarda

Secondo la geniale delibera n. 5613 del 12 gennaio 2026, ecco la lista delle rivoluzionarie restrizioni che cambieranno radicalmente (o forse no) la vita nella provincia di Monza. Innanzitutto, stop all’uso degli impianti termici alimentati a biomassa legnosa fino a 3 stelle comprese – perché, evidentemente, le stelle brillano ma inquinano anche un po’. Scordatevi anche di spandere liquami zootecnici, a meno che non vi venga voglia di fare una magia di immediata iniezione e interramento: il letame non è più cool.

A questo si aggiunge la raffinata decisione di abbassare di un grado centigrado la temperatura massima delle abitazioni. Giusto quel tocco in più che fa vacillare la voglia di accendere il riscaldamento e, chissà, magari anche il morale. Per non farsi mancare nulla, il divieto di qualsiasi tipo di combustione all’aperto irrompe come una bomba, tranne che per i falò e i fuochi rituali autorizzati per manifestazioni di rievocazione storica o ricorrenze popolari riconosciute dai Comuni. Perché nulla dice “lotta all’inquinamento” come concedere l’eccezione alle fiammelle dell’«era medievale».

E per completare il quadro da incubo, nei Comuni con più di 30.000 abitanti e in quelli che si sono offerti volontariamente, entra in scena il divieto di circolazione ai veicoli fino a euro 1 benzina e fino a euro 4 diesel, percorse anche da quegli insistenti Fap (filtro antiparticolato) efficaci o dalla presunta virtù del servizio Move-In. Tutto questo, ovviamente, si aggiunge alle già esistenti limitazioni permanenti della circolazione che, come sappiamo, hanno contribuito ben poco a salvare i polmoni brianzoli.

Sembra proprio che la strategia sia un mix di buone intenzioni e fantasia normativa, già pronta a farci discutere sulle magiche ricadute in termini di qualità dell’aria e clima cittadino. Intanto, i valori di PM10 si divertono a ballare sopra il limite, mentre i cittadini osservano stupiti questo teatro dell’assurdo.

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