Ecco il tanto osannato Gan Kim Yong, vice primo ministro di Singapore e ministro del commercio e dell’industria, pronto a dispensare ottimismo a Davos, durante il World Economic Forum 2025. Nonostante le tensioni commerciali che sembrano riscaldarsi più della temperatura globale, lui è lì a promettere la vittoria del “sistema commerciale multilaterale basato su regole”. Perché, si sa, il mondo intero non aspettava altro.
Durante il Festival Fintech di Singapore, Gan ha dialogato con l’amministratore delegato di DBS, Tan Su Shan, esibendo una visione da film di fantascienza: un accordo economico digitale tra ASEAN e Unione Europea, due blocchi così diversi da sembrare agli antipodi, ma che lui propone di unire in una sorta di danzante valzer diplomatico.
Gan Kim Yong ha detto:
“Se riuscissimo a far incontrare UE e ASEAN per discutere un accordo su economia digitale, potremmo avere un grande avanzamento.”
La chicca? Ovviamente “l’UE non farà parte dell’ASEAN e l’ASEAN non farà parte dell’UE”. Come dire: due mondi separati che però devono mettersi a fare due chiacchiere. Poi, non si sa bene cosa ne uscirà, ma intanto sognare gratis nessuno lo vieta. E naturalmente, tutto questo «prenderà tempo», perché per semplificare un sistema complicatissimo serve molta, moltissima pazienza da parte degli spettatori.
Parliamo intanto di un’economia digitale del Sud-Est asiatico che, nel 2025, arriva a un sontuoso valore lordo delle merci di oltre 300 miliardi di dollari. Numeri da capogiro che, spera il nostro ministro imprenditore, saranno la base per accordi che coinvolgeranno non solo l’ASEAN e l’UE, ma anche il Consiglio di Cooperazione del Golfo e il famigerato CPTPP, quell’accordo commerciale autorevolissimo formato da un club di 11 paesi che hanno fatto a meno degli Stati Uniti dopo il clamoroso abbandono voluto da Trump.
Gan, ovviamente, mette tutto nel pentolone delle “grandi opportunità”, incurante di quei “venti contrari” e “incertezze” che evidentemente sono solo dettagli trascurabili per chi ha visioni così ampie.
L’ambizioso piano per il futuro del commercio globale
Come se non bastasse, il brillante numero due di Singapore propone di ripensare nientemeno che l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Chissà cosa penseranno i grigi burocrati di Ginevra di questo invito a “trasformarsi” perché, dice Gan, “l’architettura attuale potrebbe non funzionare più”. Com’è che si dice? Ah già, cambiare tutto per non cambiare nulla, ma farlo col sorriso.
Gan Kim Yong ha spiegato:
“La WTO resta la base importante per un sistema commerciale regolato da norme, ma dobbiamo discutere insieme come trasformarla, capire le aree che necessitano cambiamenti.”
Insomma, una rivoluzione in salsa diplomatico-economica degna delle migliori sceneggiature hollywoodiane: grandi ambizioni, affermazioni rassicuranti e un invito velato a non aspettarsi risultati tangibili nel breve termine. Ma chissà, forse alla prossima riunione digitale tra UE e ASEAN, finalmente quei sogni da carta stampata prenderanno forma – o almeno potremo vederli in un altro lunga conferenza piena di buone intenzioni e tanti sorrisi.



