Sindacato che urla al miracolo: la Stampa si sveglia e decide di parlare finalmente ai lavoratori

Sindacato che urla al miracolo: la Stampa si sveglia e decide di parlare finalmente ai lavoratori

Ancora domenica scorsa, con 48 pagine di foliazione nazionale, ne era comparsa soltanto una di pubblicità, e stessa storia per l’ultimo numero di Tuttolibri. Ma se volgiamo gli occhi a Repubblica, tutto cambia. Con un’accelerazione alquanto sospetta, la loro quantità di pagine pubblicitarie è decisamente più generosa. Lo squilibrio è così eclatante da risultare quasi offensivo.

Per noi, che lavoriamo alla Stampa, il trattamento riservatoci è tanto avvilente quanto incomprensibile, vista la qualità del prodotto e le vendite in edicola. Come Comitato di Redazione, ne abbiamo già parlato, segnalando più volte il problema.

Questo non è solo un fastidio di poco conto: è una ferita aperta, un’offesa alla fatica di redattori e poligrafici. È la dimostrazione lampante, diremmo incontrovertibile, che la nostra concessionaria pubblicitaria sparge la sua attenzione con il contagocce, anzi, con evidente disinteresse. E diciamocelo pure: alla fine la responsabilità cade sull’intero gruppo editoriale, incapace di valorizzare davvero il “prodotto la Stampa”.

Le trattative in corso non promettono nulla di buono: ci stanno smontando pezzo per pezzo quello che ci era stato venduto come il più grande gruppo editoriale italiano. Tra l’azionista Exor, che se ne sta andando in modo quantomeno indecoroso, e Gedi, che pare aver fallito la sua missione quasi con devoto impegno, non resta granché su cui contare.

Sarà anche vero che gli ultimi anni sono stati complessi per il settore editoriale (e pubblicitario annesso), ma chi può negare che il lavoro di centinaia di professionisti venga sistematicamente sottovalutato? Noi no di certo.

Abbiamo chiesto spiegazioni all’azienda e alla concessionaria pubblicitaria: la risposta burocratica è stata che, nonostante il mercato ristretto, a gennaio la raccolta pubblicitaria, locale e nazionale, è sostanzialmente in linea con l’anno scorso. La signora Manzoni assicura “attenzione massima” nei confronti della raccolta per la Stampa, senza discriminazioni, e si dice pronta ad incontri periodici con la redazione per discutere eventuali “disallineamenti” futuri.

Ah, che conforto! Speriamo in una svolta – perché, davvero, quella che stiamo vivendo più che una gestione sembra un disinteresse programmato. Nel frattempo, il Comitato di Redazione continuerà a fare il suo mestiere: vigilare, segnalare ogni anomalia, scrutare con occhio cinico e implacabile le disavventure di questo giornalismo maltrattato.

Il Comitato di Redazione

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