A Sesto San Giovanni, quella bellissima suburbia milanese famosa per i suoi pittoreschi episodi di microcriminalità, la polizia si è superata con una delle sue ultime imprese degne di nota. Un uomo è finito in manette dopo aver minacciato la sua ex compagna con una mannaia dal taglio decisamente generoso, ben 27 centimetri di lama affilata come la sua insicurezza emotiva.
Non contenti di questo colpo di teatro, gli agenti hanno sfruttato l’occasione per fare un po’ di pulizia generale nel quartiere, accelerando i controlli che, come sempre, hanno regalato qualche piccolo, ma significativo, colpo di scena. In bocca al lupo ai cittadini stranieri coinvolti negli scenari dei controlli sull’immigrazione irregolare: cinque di loro sono stati denunciati, perché tanto vale non farsi mancare nulla quando si parla di leggi e patenti di soggiorno.
Tra i detriti di questo microcosmo criminale emergono anche due individui, uno dei quali minorenne, che passeggiavano allegramente con un tirapugni e un cutter da 11 centimetri. Nel frattempo, il beneamato quartiere Torretta e dintorni hanno fatto la loro parte contribuendo con un sequestro non da poco: ben 44 grammi di droga e, per non farsi mancare niente, 18 cartucce a salve, perché si sa, la sicurezza prima di tutto.
Ovviamente, non potevano mancare le denunce a tema spaccio: due cittadini stranieri hanno collezionato un bel duo di accuse per spaccio di hashish e resistenza a pubblico ufficiale, come se una cosa non bastasse mai da queste parti. Per concludere il quadro di questo circo montato con grande cura, otto egiziani sono stati gentilmente segnalati all’Ufficio Immigrazione per il dolce rimpatrio.
Ultimo, ma non per importanza, l’arresto di un cittadino di origine marocchina su cui pendeva un bel provvedimento restrittivo di 11 mesi, perché nulla va lasciato al caso nelle magiche terre del Grande Poliziotto della periferia milanese.
Il grande varietà della sicurezza locale
Insomma, la polizia locale di Sesto San Giovanni sembra impegnatissima a mostrare al mondo l’efficienza di controlli capillari e interventi tempestivi, quasi da voler aggiudicarsi il premio per la micro-cronaca di quartiere più movimentata. Peccato che tutto sommato non si riesca ancora a capire se questa agitazione serva davvero a risolvere qualcosa o sia più che altro un esercizio di stile per giustificare risorse spese e tensioni sociali.
Il cocktail di tragedie personali, violenze minacciate con mannaie da cucina e giovani armati di tirapugni nei dintorni crea un quadro così vivace che ci si potrebbe anche chiedere se il problema non sia, in fondo, un po’ sistemico. Ma hey, non è forse proprio così che va la festa nella periferia metropolitana? Un po’ di dramma, qualche cartuccia a salve, e soprattutto tanto, tanto arrosto da raccontare ai giornali locali.



