La sezione antiterrorismo della Procura di Milano si è già messa al lavoro per indagare sull’incendio misterioso scoppiato nella notte tra martedì e mercoledì 11 febbraio ad Abbadia Lariana, situata sulla linea ferroviaria che connette la scintillante Milano alla tranquilla Valtellina, location prestigiosa delle prossime Olimpiadi. Naturalmente, il sospetto principale è che si tratti di un sabotaggio da manuale, perché cosa c’è di meglio che rovinare la festa con un bel guasto ferroviario?
Come se non bastasse l’incendio, gli investigatori stanno anche cercando di capire se qui si siano adottate le stesse tecniche degne di un film di spionaggio viste sabato 7 febbraio, quando le linee di Bologna e Pesaro furono protagoniste di analoghi guasti. Che i sabotatori abbiano una piccola gara di “chi fa più danni” in corso?
L’incendio: dettagli da thriller ferroviario
La sceneggiatura si svolge intorno alle 2 di notte, un’orario ideale per combinare guai senza la fastidiosa interferenza dei treni in transito. Sette cavi di una centralina di scambio, per un misero tratto di 64 centimetri (non molto, ma eh, fa comunque notizia), sono stati letteralmente “arrostiti” dalle fiamme. E no, nulla è cambiato nel traffico ferroviario: nessuna corsa interrotta, nessun bagaglio perso, solo un po’ di cenere da smaltire.
La solita scenetta investigativa ha visto protagonisti gli agenti della Polizia ferroviaria e della Questura di Lecco, che hanno fatto un primo sopralluogo come da copione. Ma, ché noia, la questione si è fatta seria solo quando sono sbucati fuori gli esperti dell’antiterrorismo della Questura di Milano, pronti a metterci il cappello e spargere un po’ di suspence in più.
Nel frattempo, i cittadini della zona possono dormire sonni relativamente tranquilli, almeno fino a quando non ci sarà un comunicato ufficiale che ci svelerà se siamo di fronte a un geniale atto terroristico o a un episodio di «bravo ragazzo con fiammifero» che ha combinato un piccolo disastro nella notte.



