Sette miliardi in fumo: i commissari battono cassa ad ArcelorMittal per gestione disastrosa

Sette miliardi in fumo: i commissari battono cassa ad ArcelorMittal per gestione disastrosa

Non poteva mancare la classica richiesta di risarcimento milionario: ben 7 miliardi di euro chiesti dai solerti commissari governativi che gestiscono da due anni l’ex Ilva, rivolgendosi ad ArcelorMittal. Quel famoso colosso franco-indiano che nel 2018 ha comprato l’impianto per poi dichiarare il proprio abbandono con tanto di recesso dal contratto, salvo poi restare – per forza di cose e battaglie legali varie – azionista insieme a Invitalia. La sentenza è ora un imperdibile capitolo di questo soap opera industriale, col piatto forte di una denuncia appena depositata al tribunale di Milano, in cui Acciaierie d’Italia vanta un risarcimento per la solita, immancabile “cattiva gestione” imputata al precedente padrone. Nel frattempo il governo con sicurezza sta trattando con il fondo Flacks, una nuova speranza per svendere di nuovo il gigante siderurgico.

I commissari non si sono limitati a guardare il dito, ma hanno fatto una scrupolosa “due diligence forense” (così chiamano la loro meticolosa catalogazione di disastri) che, udite udite, ha dimostrato che gli squilibri finanziari devastanti non erano incidentali, ma la punta dell’iceberg di una strategia studiata a tavolino per spillare soldi. Vale a dire un trasferimento sistematico e unilaterale di risorse dalla società italiana alla madre straniera. Niente di personale, è puro business, come spiegato dall’avvocato Andrea Zoppini, che ha – con sobrietà – riproposto un ricorso già vista ai bei tempi del 2019, quando Ilva era ancora in amministrazione straordinaria, ma l’incubo non cambiava.

La formalità è stata rispettata: la denuncia è stata notificata a ArcelorMittal proprio lunedì scorso, giusto per tenere alto il livello di suspense. Il Financial Times, saggiamente, segnala come questa possa diventare una delle cause di risarcimento più colossali mai viste nei tribunali italiani, nel paese noto per la sua efficienza legale, naturalmente.

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