L’eroico allarme arriva puntualmente alle 17:30, a opera di qualche residente che finalmente decide di segnalare l’inevitabile. A questo punto entrano in scena i pompieri del nucleo Saf (Speleo-alpino-fluviale) di Milano, magari abituati a scalare montagne o disincagliare cani da pozzi, ma che in questo caso si sono limitati a forzare una porta per fare la triste scoperta: due cadaveri, da tempo immemore a quanto pare.
In soccorso dei vigili del fuoco arrivano poi i carabinieri e il personale sanitario del 118, che si trovano costretti a una delle loro mansioni più dolorose e monotone: constatare il decesso. Proprio così, niente miracoli in arrivo. Solo la cruda realtà di una fine che evidentemente non ha convinto quasi nessuno a intervenire prima.
L’Indagine Eternamente Aperta
Per quanto riguarda le cause del decesso, non aspettatevi rivelazioni da thriller: nessuna informazione precisa. Come nei migliori classici del giallo senza finale, non sappiamo da quanto tempo le due donne giacciono nell’appartamento, né se siano state vittime di un evento naturale, un banale incidente domestico o qualcosa di più oscuro ma sempre banalmente ordinario.
La magistratura, perché senza di lei la suspense non potrebbe essere tale, ha già ordinato un’autopsia. Questo sarà il magico passaggio necessario a illuminare gli angoli più oscuri di una vicenda che, fino a quel momento, aveva tutta l’aria di passare inosservata come la spazzatura dimenticata nel cortile.
Intanto, gli accertamenti all’interno dell’abitazione proseguono con calma olimpica, dando a tutti il tempo di riflettere sul perché, in una metropoli come Milano, certe tragedie restino così silenziose e invisibili, fino a quando non sono avvolte da un alone di putrefazione insopportabile.



