Padova, l’illustre luogo in cui i conflitti d’interesse prosperano come i funghi dopo la pioggia, è al centro di uno scandalo degno di una commedia dell’assurdo. Il sindaco di Selvazzano Dentro, Claudio Piron, è sotto inchiesta per corruzione, non certo per scelte da maestro d’orchestra, ma per il suo contributo a una mozione che coinvolge l’ex primo cittadino Paolo Fortin.
Il nostro sindaco, tuttavia, gioca la carta della serenità e, con un aplomb invidiabile, dichiara di essere a disposizione di chiunque, da magistrati a questori, senza nemmeno un avviso di garanzia per fargli compagnia. “È tutto molto strano”, dice Piron. E chi non si sentirebbe strano, in una situazione del genere?
Ma andiamo al sodo: la causa del turbine burocratico è l’esposto presentato dall’avvocato Marco Destro, candidato sindaco non eletto, ma dissensore di conflitti d’interesse. Si tratta, infatti, delle mirabolanti manovre economiche ad opera di Antonio Fortin, che, con la sua mozione, chiede il trasloco del canale scolmatore – una genialata che, secondo “Noi per Selvazzano”, ha lo scopo di preservare i terreni della sua società agricola. Un bel modo di proteggere gli interessi familiari, non credete?
La mozione, approvata anche grazie al beneplacito dello stesso Antonio Fortin – in una manovra di per sé “insensata” visto il conflitto d’interessi che aleggia – e di Piron, suscita ovviamente interrogativi. Che sorpresa, le cose si approvano sempre più facilmente quando c’è un legame familiare in ballo! E con così tanto pragmatismo da parte della giunta, perché non approvare una mozione favorevole alla propria famiglia? Ah, la trasparenza!
Il retroscena si fa intrigante: nel bel mezzo della campagna elettorale di aprile 2024, Antonio Fortin vanta il suo successo nel far deviare il percorso del canale. Un capolavoro di strategia politica, se solo non fosse così evidentemente sospetto. Immaginiamo un mondo in cui le promesse elettorali e i veri interessi economici non si intrecciano mai! Ma in un terreno così fertile, come SELVAzzano Dentro, è difficile separare l’ingenuità dalla furbizia, verrebbe da dire.
In seguito all’esposto dello stoico Destro in Prefettura, la situazione sembra complicarsi ulteriormente. Si è aperta una breccia che potrebbe rivelarsi decisiva, ma è solo l’inizio del libretto delle favole di Piron e dei suoi fiduciari. Chissà se anche i cittadini di Selvazzano Dentro leggeranno questa storia e decideranno di scrivere un finale diverso!
Nel settembre dello scorso anno, l’allora prefetto Francesco Messina si era lasciato andare a considerazioni non proprio lusinghiere, scrivendo che “il merito della vicenda sembra indubbiamente profilare un conflitto di interessi visto che Antonio Fortin si rende promotore di una mozione, che poi vota, il cui contenuto indubbiamente evidenzia un interesse personale. Sarebbe stato certamente più opportuno che il signor Fortin si fosse quantomeno astenuto”. Non è vero che la trasparenza è la parola d’ordine della politica?
Ma come sempre, c’è chi non si tira indietro dall’affermare il contrario. Il commento di Marco Destro e del gruppo Noi per Selvazzano è netto: “Chiediamo le dimissioni immediate del sindaco Claudio Piron e del consigliere comunale Antonio Fortin: è impensabile che il Comune di Selvazzano Dentro sia governato da politici indagati per corruzione, si tratta di un fatto gravissimo che mette in dubbio tutta l’attività comunale. Emergerebbe anche come il sindaco Claudio Piron abbia vinto le elezioni in maniera non trasparente e con scorrettezze.” Wow, che sorpresa, un’accusa di questo calibro in un dibattito politico! Chi l’avrebbe mai detto?
Non poteva certo tardare la risposta di Antonio Fortin, che ha affermato: “Abbiamo agito sempre con la massima trasparenza, informando con diverse assemblee pubbliche molto partecipate la necessità di una modifica al progetto. In consiglio comunale ho fatto una scelta di massima trasparenza presentando io personalmente una mozione politica, chiedendo all’amministrazione di impegnarsi a trovare soluzioni alternative qualora possibili e altri interventi per la sicurezza idraulica per il territorio. La mia famiglia infine, ha sempre dichiarato in ogni occasione la sua disponibilità alla cessione bonaria dei terreni.” Ecco, qui abbiamo il trionfo della trasparenza: un politico che si difende facendo appello all’onestà della propria famiglia. Classico.


