Scoperto cadavere in avanzato stato di decomposizione come se fosse una mummia: settimane a far finta di niente in casa

Scoperto cadavere in avanzato stato di decomposizione come se fosse una mummia: settimane a far finta di niente in casa
Legnano, nella periferia nord-ovest di Milano. Evidentemente, la vita sociale non era il suo forte, tanto da riuscire a sparire per settimane senza che nessuno si accorgesse di nulla.

I vicini, quelli che ogni tanto scambiavano due parole con lui, hanno finalmente deciso di rompere il silenzio e chiamare i soccorsi sabato 21 febbraio. La tempestività… beh, diciamo che era un dettaglio trascurabile.

I vigili del fuoco di Legnano, accompagnati dai carabinieri guidati dal maggiore Pietro Laghezza, non hanno potuto che fare un ingresso di scena hollywoodiano: attraverso una finestra hanno raggiunto l’appartamento per scoprire il destino dell’anziano. Lo hanno trovato a letto, privo di vita, probabilmente da giorni, se non settimane, senza alcun segno di violenza – giustamente, visto che la porta era chiusa dall’interno e la casa incredibilmente in ordine.

Caos naturale? Pare di sì, visto che gli investigatori hanno archiviato il caso come decesso per cause naturali. Tanto vale, no?

Curiosamente, non si è trovato alcun parente a reclamare il corpo. E così la salma è stata affidata al comune di Legnano, l’unico vero “parento” rimasto in questa triste storia di abbandono.

Se questo già sembrava un capitolo triste e grottesco di solitudine, basta scorrere un po’ la cronaca per scoprire che non è poi così un’eccezione: a fine ottobre a San Giuliano Milanese, la polizia locale si è imbattuta in una scena da film dell’orrore, trovando il corpo di una donna morta da ben dieci anni nella sua abitazione.

Disattenzione sociale o semplicemente il miracolo dell’invisibilità?

La cronaca nera ci regala spesso queste chicche che farebbero ridere amaramente se non fossero la disarmante fotografia di un fenomeno allarmante: persone che muoiono e vengono dimenticate per settimane, mesi, o addirittura anni dentro la propria casa. Un’ oscillazione tra la negligenza delle istituzioni e l’indifferenza della collettività.

Quando la porta sembra più sicura delle relazioni umane, è forse ora di domandarsi dove abbiamo sbagliato tutti. Come può una società che vanta l’essere “civile” permettere che qualcuno sparisca letteralmente nel nulla senza che nemmeno un familiare o un amico si preoccupi? O, più semplicemente, quando l’isolamento diventa la norma, ecco il risultato: casi quasi surreali ma tristemente reali che scuotono a fatica le coscienze.

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