Che sorpresa: dopo cinquant’anni di attesa, il mito di Sandokan sarà finalmente rilanciato in grande stile. In un atto di pura genialità comunicativa, Carlo Conti annuncia che il leggendario primo Sandokan e il suo moderno erede si incontreranno sul palco. Sì, avete letto bene: avremo il giovane e smagliante Can Yaman che condividerà la scena niente meno che con il mitico Kabir Bedi, l’originale pirata della Malesia.
Un evento storico, o almeno così ci vogliono far credere, che dovrebbe far brillare gli occhi di nostalgici e telespettatori. Perché cosa c’è di meglio che mettere insieme passato e presente in un goffo remake che sembra più una dichiarazione d’affetto ai fan di ieri che un prodotto di nuova generazione?
Il tutto sarà condito ovviamente dalla sapiente conduzione di Can Yaman in veste di co-conduttore della prima serata del festival, perché non si sa mai: tra un canto e una battuta deve pur trovare il modo di continuare a ricordarci che è l’eroe indiscusso del reboot.
Insomma, una trovata che sa tanto di revival nostalgico e, nel contempo, di strategia elegante per coprire il vuoto d’idee che spesso caratterizza i palinsesti contemporanei. D’altronde, cosa c’è di più rassicurante di un vecchio eroe che passa il testimone a uno nuovo, magari con qualche attimo di imbarazzo sul palco?
Sarà interessante vedere come reagiranno i fan – quelli che ricordano ancora la mitica saga originale e quelli che, invece, tenteranno di identificarsi con il giovane protagonista moderno – di fronte a questo incontro epocale e, perché no, forzato.
In ogni caso, preparatevi a una serata che si autodefinisce evento ma che potrebbe diventare semplicemente una lunga passerella di malinconia, auto-celebrazione e quel pizzico di ironia non prevista dal copione originale.



