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Sanità in crisi e Marino che invita a teatro il 14 marzo per salvare il diritto alla cura: applausi o sberle? - Spreconi

Sanità in crisi e Marino che invita a teatro il 14 marzo per salvare il diritto alla cura: applausi o sberle?

Sanità in crisi e Marino che invita a teatro il 14 marzo per salvare il diritto alla cura: applausi o sberle?

Il 14 marzo promette di essere una giornata di quelle indimenticabili per il comparto sanitario, o almeno così ci racconta Luca Marino, Vice Presidente della sezione sanità di Unindustria. Con un entusiasmo degno di un televenditore, annuncia la partecipazione di tutta la sezione a una “manifestazione senza precedenti” al Teatro Brancaccio di Roma, organizzata dall’UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata). L’obiettivo? Accendere i riflettori sulla sanità accreditata e pretendere regole chiare, tariffe uniformi e—udite udite—pari accesso alle cure per tutti i cittadini.

Per chi ancora non lo sapesse, l’appuntamento in questione non è un simpatico raduno di addetti ai lavori, ma una “battaglia di civiltà”. Sì, avete capito bene: una faccenda che riguarda ogni singolo cittadino, anche se molti continuano a ignorare che varcare la soglia di una struttura privata accreditata è esattamente come fidarsi di un ospedale pubblico (perché no, non è fantascienza).

Luca Marino prosegue a dispensare verità con la sicurezza di chi ha avuto un corso accelerato in “Come spiegarla facile”: “Si tratta di un pilastro fondamentale del nostro Servizio Sanitario Nazionale che garantisce prestazioni di alta qualità, professionalità e, soprattutto, tempi di risposta rapidi che il pubblico da solo non potrebbe più sostenere”. Già, perché il pubblico da solo ormai fa più fatica di un maratoneta zoppo.

Il manifesto della manifestazione è chiaro e tagliente: “La sanità fatta male si può cambiare solo con la voce dei cittadini onesti”. Un motto che suona quasi evangelico, ma che nasconde una realtà ben più amara: la qualità delle cure, come un bel vino d’annata, varia a seconda della regione in cui sei capitato. Non molto consolante, vero? Per questo Unindustria pretende un nuovo tariffario nazionale che spazzi via ogni forma di disparità e garantisca a tutti—ripeto, a tutti—lo stesso accesso alla salute. Peccato che fino a ieri nessuno avesse mai pensato che fosse una necessità.

Ma non finisce qui. Marino sente anche l’urgenza di fare “chiarezza” sulle cosiddette “farmacie dei servizi”. Il problema? Far sì che ogni prestazione sia erogata con regole uguali per tutti e standard di sicurezza rigorosi, senza quelle fastidiose “zone grigie” dove tutto diventa opinabile e, diciamolo, un po’ un optional.

Secondo Luca Marino, questa manifestazione non sarà solo una sceneggiata in più nel panorama sanitario, ma “l’occasione per portare testimonianze dirette e chiedere trasparenza”. Chi non viene informato, si dice, non può scegliere. E chi non sceglie, rischia di perdere per sempre un servizio di eccellenza. Dove mai sarà questa eccellenza? Mistero. Quel che è certo è che il 14 marzo sarà il giorno in cui la comunità si riprenderà il suo diritto alla salute, esigendo rispetto, regole limpide e tariffe uguali per tutti. Peccato che si sia dovuti arrivare a una manifestazione per ricordarlo.

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