Preparatevi al «ciclone di San Valentino», un vero spettacolo meteorologico secondo Anbi, l’associazione che riunisce i consorzi di bacino idrografico. Mentre aspettiamo con impazienza tempi migliori, l’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Ecmwf) ci regala previsioni da brivido, annunciano venti impetuosi e nubifragi che si abbatteranno con sadico entusiasmo sulle regioni tirreniche. L’epicentro? Tra la Sicilia nord-orientale e la Calabria, dove le piogge potrebbero raggiungere addirittura i 200 millimetri. Qui non si scherza più.
E non finisce qui: attenzione a tutta la costa tirrenica meridionale fino al Lazio, così come ad alcune zone della Sardegna, dove il maltempo promette più di 100 millimetri di pioggia. Insomma, una vera sauna naturale con il cambio di stagione, solo che questa volta l’acqua sembra non voler smettere di cadere.
Ovviamente, come racconta con tono serio l’Anbi, qui il problema grosso è che il terreno non è esattamente assettato: i suoli sono ancora saturi d’acqua, letteralmente fradici, e i corsi d’acqua traboccano da ogni lato, complici i piovaschi ravvicinati che hanno già lasciato il segno. Ah, il medicane Harry, questo genio della tempesta, ha ben pensato di scaricare oltre 500 millimetri di pioggia in soli tre giorni. Un piccolo dettaglio, niente di preoccupante.
Per fare il quadro della situazione, consideriamo Roma. Il 2025 si è chiuso con un modesto totale pluviometrico di circa 580 millimetri, giusto per dire che è stato un anno “secco” con un calo rispetto alla media dal 2009 al 2024 del 26,7%. Decisamente una beffa se si pensa che, solo nel mese di gennaio 2026, sono già caduti 210 millimetri di pioggia, un surplus di quasi il 193% rispetto alla media storica e pari al 36% di tutta la pioggia accumulata nell’intero anno precedente. Qualcuno ha detto “paradosso climatico”?
Un’edizione speciale di pioggia a ritmo serrato
In pratica, ci troviamo davanti a un concentrato di nubifragi che si abbattono su terreni già anziché assetati, come se qualcuno avesse deciso di testare la resistenza delle strutture idriche e della pazienza degli abitanti. Il risultato? Rischio idrogeologico altissimo, possibile esondazione e, perché no, qualche allagamento che decorerà i vostri quartieri preferiti con un tocco di avventura urbana.
Se tutto questo non fosse sufficiente a prepararci con la dovuta apprensione, valgano le parole del bollettino: “la condizione di terreni imbibiti e corpi idrici saturi costituisce un pericolo impellente”. Tradotto: fate largo ai disagi e non lamentatevi troppo se qualche strada si trasforma in un corso d’acqua.
Quando il clima si diverte a sbertucciare la razionalità
Chi si aspetterebbe un inverno tranquillo, magari sotto una lieve nevicata o una pioggerella leggera, resta inevitabilmente deluso. La natura, si sa, ha un certo senso del dramma. Già il 2025 era stato un anno secco, ecco che in poche settimane si passa da una siccità preoccupante a un surplus d’acqua tale da cominciare a pensare seriamente di imbarcare gli stivali da pesca come calzatura ufficiale di stagione.
E mentre noi continuiamo a domandarci se sia troppo o troppo poco, le piogge persistono, sommando centimetri su centimetri, quasi a voler ricordare che anche l’armonia climatica è un lusso che possiamo solo sognare.



