Perché non proporre che ogni famiglia senza figli che possiede un animale domestico versasse una donazione di 20 euro? È questa l’idea geniale di Claudio Ruggeri, il sindaco di San Giorgio su Legnano, un comune da quasi 7mila anime nell’inesorabile hinterland nord-ovest di Milano. Naturalmente, l’iniziativa è stata rilanciata proprio dal primo cittadino nell’ultimo numero del periodico comunale, perché niente dice “gestione pubblica attenta” come suggerire che i nostri amici a quattro zampe finanzino chi decide di mettere al mondo un marmocchio.
Ruggeri osserva con penetrante lucidità che molte coppie giovani preferiscono allevare un cane o un gatto. Forse per capriccio, forse per un’insospettabile paura del futuro. Certo, uno potrebbe chiedersi perché una soluzione così facile come un cagnolino rimpiazzi un figlio da amare e mantenere, ma meglio non disturbare i sonni del sindaco.
Il sindaco si spinge a chiosare: “Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ovviamente. Però dubito che il Labrador di casa vi potrà mai pagare la pensione. Quella spetterà sicuramente al figlio o alla figlia di qualcun altro, che dovrà sobbarcarsi il peso di pagare la pensione sia ai propri cari sia a tutti gli altri”. Già, perché nulla dice solidarietà come ricordarci che i labrador mantengono solo il buonumore, non le pensioni.
Le famiglie con bambini, quei sfortunati esclusi
Il nostro sindaco non manca di denunciare la tremenda ingiustizia della fiscalità comunale nei confronti delle famiglie con figli. Spiega che la tassa sui rifiuti si basa su superficie e numero di componenti del nucleo familiare, quindi più rifiuti produci, più paghi. Ovviamente, nel computo non entrano gli animali domestici: dovrebbero forse pagare la loro parte i pelosetti, vivaddio.
Per quanto riguarda i servizi scolastici, la mensa risulta “a totale copertura” di chi la usa, ovvero un bel regalo per le famiglie spremute dal caro buono pasto. C’è sì un’agevolazione progressiva per chi ha un Isee sotto i 13.000 euro, ma attenzione: questa sorta di beneficenza si traduce in un aggravio per tutte le altre famiglie. Per cipiglio, l’anno scorso il costo del buono pasto è aumentato di un euro, toccando quota 7 euro a pasto. La protesta delle famiglie è stata tempestiva, e qualcuno ha cominciato a sperare in un intervento del Comune.
Ahimè, non si può semplicemente alzare la soglia Isee a 20-25.000 euro, perché questo metterebbe a dura prova il bilancio comunale. E la soluzione? Tagliare altri servizi o sperare nella generosità volontaria di chi per ora continua a vivere beatamente senza figli, ma con animali domestici.
Ruggeri si rivolge quindi ai cittadini che usano i servizi comunali solo ogni tanto, per esempio solo per rinnovare la carta d’identità. La sua proposta? Che costoro facciano un contributo volontario, ma soprattutto consapevole, per aiutare le famiglie a crescere i figli. Insomma, uno slancio di filantropia a favore dei baby-boomers del futuro, pagato dagli amanti dei pet.
Una provocazione ammantata da solidarietà
Ed ecco dunque la perla finale: donare annualmente 20 euro per ogni animale domestico posseduto. A San Giorgio su Legnano sono censiti circa 850 cani, e non si contano gatti o altri esserini pelosi. Facendo un rapido calcolo, se anche solo una parte contribuisse, sarebbe un “bell’aiuto” per i 280 alunni della scuola primaria. Un “segnale concreto” dell’attenzione di una comunità che non si dimentica dei più piccoli, cioè i bambini. Ma attenzione: solo i bambini, perché ovviamente i cari amici a quattro zampe devono restare a bocca asciutta di contributi.
Curiosamente, il Comune offre sul proprio portale un’area per le donazioni liberali, e il sindaco ha suggerito di indicare la causale “Un buono per San Giorgio”. Per dare il buon esempio, ha lui stesso donato 50 euro con tanto di dedica: “dai nostri gatti di casa, Fiamma e Saetta, per le famiglie sangiorgesi”. Che solidarietà raffinata, non c’è che dire: i gatti, alfieri del contributo pubblico. Chi avrebbe mai immaginato che potessero diventare i benefattori della scuola elementare?

