Sabotaggio sul treno Lecco-Tirano: caos investigativo tra Milano e accuse di molotov come souvenir di pessimo gusto

Sabotaggio sul treno Lecco-Tirano: caos investigativo tra Milano e accuse di molotov come souvenir di pessimo gusto

Due indagini aperte in contemporanea: una a Lecco, l’altra a Milano. Il motivo? Un “presunto atto di sabotaggio” sulla linea ferroviaria Lecco-Tirano, proprio sotto gli occhi della stazione di Mandello del Lario. Perfetto scenario per una spy story da salotto, no? La procura di Lecco si affretta con un fascicolo a carico di ignoti, ipotizzando un pericolo di disastro ferroviario causato da “banale” danneggiamento. Nel frattempo Milano, sempre sull’avanguardia delle inchieste terroristiche, apre un’indagine esplorativa modello 45, cioè senza nemmeno sapere davvero di cosa andare a investigare né chi accusare. Insomma, un capolavoro di coordinazione giudiziaria.

Passiamo ai dettagli da thriller: durante i primi sopralluoghi eseguiti dalla sottosezione della polizia ferroviaria, Digos e polizia scientifica di Lecco (che, si direbbe, comunicano bene tra loro) è stata recuperata una bottiglia di plastica vuota con tracce di liquido infiammabile. Un piccolo particolare non da poco, in un episodio che sembra uscito da un manuale del perfetto saboteur dilettante.

Ah, e non finisce qui: risultano danneggiati circa 80 centimetri di cavi elettrici, insieme a un cavo d’acciaio tagliato in più punti. Quasi si fossero divertiti a giocare al piccone sulle infrastrutture. Da applausi per uno scherzo da prete di tutto rispetto.

Il treno delle Olimpiadi: la beffa invisibile

Curioso come questa linea ferroviaria sia quella che porta dritta dritta alle località olimpiche di Bormio e Livigno. Proprio così, mentre qualcuno si diverte a sabotare i cavi con liquido infiammabile e forbicine, i viaggiatori – ignari e fortunati – riescono ancora a raggiungere le piste da sci senza problemi. Non una singola interruzione, nessun ritardo memorabile. Chi avrebbe mai detto che nella notte un atto potenzialmente catastrofico potesse trasformarsi in un semplice siparietto da mettere tra quelli da raccontare ai nipoti?

Nessuno ha ancora messo la mano sul fuoco per questa “impresa” notturna. Nessuna rivendicazione, nessun coraggioso baluardo del sabotaggio che si prende la paternità di questa “gesta”. Il mistero resta avvolto nell’oscurità, forse più per convenienza che per genio criminale.

Insomma, benché l’ennesima bomba mediatica si stia diffondendo, la realtà sembra essere a un livello di tensione abbastanza basso. Un danno evidente sì, ma senza ulteriori eclatanti conseguenze. Tuttavia, dove c’è fumo, si sa, potrebbe esserci anche arrosto. Oppure solo aria fritta, per tenere alta l’attenzione sulle Olimpíadi e ricordarci che il vero spettacolo a Lecco non è solo lo sci, ma anche la suspense da sabotaggio fantasma.

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