Russia e Ucraina finalmente d’accordo: riparazioni alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, miracolo o trappola?

Russia e Ucraina finalmente d’accordo: riparazioni alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, miracolo o trappola?
Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), Rafael Mariano Grossi, ha deciso di fare una visitina alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, che si trova in quel piccolo paradiso chiamato Energodar, controllato dai russi dal 2022. Una mossa a dir poco epica, considerando il contesto bellico e la situazione di rischio continuo.

Ora, la notizia bomba è che Russia e Ucraina hanno, udite udite, deciso di sospendere temporaneamente i bombardamenti nella zona attorno alla centrale nucleare. Una tregua locale degna di una commedia: giusto il tempo necessario per riparare le linee elettriche di emergenza di quello che è, secondo l’IAEA, “lo stabilimento nucleare più grande d’Europa”.

L’agenzia ha rilasciato un comunicato conciso, quasi scandalizzato per questa “cessazione delle ostilità” che ha permesso il ripristino della linea da 330 kilovolt, fondamentale per alimentare la centrale e impedirle di saltare in aria da un momento all’altro.

Rafael Mariano Grossi si è sentito in dovere di rassicurare il mondo social con un aggiornamento dal suo account:

“Le operazioni di bonifica stanno proseguendo per garantire un accesso sicuro alle squadre di riparazione.”

Oh, che sollievo. Finalmente qualcuno si prende cura dei poveri tecnici chiamati a rischiare la vita tra mine e colpi d’artiglieria. L’IAEA ha persino fatto sapere di aver contribuito a negoziare questo miracolo di pace locale, proprio a ridosso del tristemente noto quarto anniversario dell’invasione russa a tutto campo contro l’Ucraina.

Da quando l’Armata Rossa ha messo piede nella centrale – proprio nei primi giorni dell’invasione – questa enorme struttura, che contiene ben sei dei quindici reattori nucleari operativi di Ucraina, si trova nelle mani dei russi (veramente una tutela dell’ambiente da manuale!).

Situata nel sud-est del paese, la centrale ha dovuto finora fare affidamento sulle linee di energia esterne per mantenere attive le sue funzioni essenziali di sicurezza nucleare. Un muro di accuse reciproche tra Mosca e Kyiv ha dipinto uno scenario da film horror: entrambi i contendenti si lanciano la colpa di mettere a rischio un disastro nucleare, sparandosi cannonate e missili sotto il naso di reattori che, udite udite, potrebbero saltare in aria da un momento all’altro.

Nel frattempo, la società nucleare russa Rosatom ha informato che gli specialisti dell’IAEA presenti nella centrale stanno seguendo da vicino i lavori di collegamento delle linee elettriche staccate. Perché, certo, il controllo statale russo sulla narrazione in queste situazioni è assolutamente credibile e imparziale.

Non è stato possibile ottenere alcun commento dal ministero degli Esteri ucraino, probabilmente troppo occupato a rispondere alle tante altre emergenze.

Non dimentichiamo che la centrale si affaccia sul fiume Dnipro, diviso in due parti: la riva sinistra è in mano russa, quella destra no. Il mix perfetto di eserciti, mine, missili e linee elettriche mezzo rotte che garantisce un’atmosfera da perfetta distopia nucleare.

Proprio qualche settimana fa, l’IAEA aveva messo in guardia dicendo che la centrale stava funzionando sull’ultima linea di alimentazione disponibile. La causa? Sempre lo stesso, banale dettaglio: le azioni militari intorno allo scambio di energia termica della centrale, dove un cavo è stato scollegato o danneggiato (misteriosamente, in accidenti da campo di battaglia).

Un compleanno bellico non proprio esaltante per Putin

Se qualcuno pensava che il quinto anno di guerra per il Presidente Vladimir Putin sarebbe iniziato in pompa magna, evidentemente non segue i più recenti rapporti. Gli analisti dell’Istituto per lo Studio della Guerra hanno osservato gli sviluppi sul campo e, con un certo sarcasmo, dicono che l’anno non poteva cominciare peggio.

Le forze ucraine hanno infatti messo a segno le migliori performance militari degli ultimi mesi, arrivando a sfondare addirittura sul fronte di Kursk, territorio russo, cosa che non accadeva da tempo immemore – un piccolo schiaffo simbolico per il Cremlino.

Insomma, mentre la guerra continua a consumare vite e a tenere il mondo con il fiato sospeso davanti a una possibile catastrofe nucleare, la “tregua umanitaria” appare come l’ennesimo colpo di scena che sembra dipinto più per apparire in qualche scoop che per realmente smuovere la situazione.

Quindi, in conclusione, complimenti a tutti: la centrale più pericolosa d’Europa oggi ha un filo elettrico in più. E tutto questo, ovviamente, mentre il mondo sta a guardare questo teatrino tragicomico che si chiama “pace possibile” tra Russia e Ucraina.

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