Nel suo discorso, Metsola ha sottolineato che quando si fronteggia il terrore, miracolosamente, la solidarietà riesce a prevalere sulla divisione. «Questo è ciò che significa essere europei», ha proclamato, come se la superficialità di queste parole potesse in qualche modo annettere una nobiltà umana intatta, immune persino alla paura. Un’autentica poesia della politica finta e delle parole al vento.
Per rassicurare l’elettorato e consolarsi reciprocamente, ha ribadito l’impegno incondizionato del Parlamento europeo nella lotta senza quartiere contro terrorismo e radicalizzazione, promettendo pure di portare questo messaggio di solidarietà direttamente a Parigi, durante le celebrazioni commemorative. Un viaggio simbolico, come un omaggio dall’alto incenso politico, utile per costruire consenso e pararsi le spalle.
Modifiche all’agenda: perché fare semplice quando si può complicare
Nel raffinato gioco del rimandare e anticipare, la presidente ha annunciato che la seduta di giovedì inizierà puntuale alle 8:30, un bel quarto d’ora prima del solito, e che le votazioni verranno fissate alle 10:30 invece che alle 11:00, tutto secondo un’attenta previsione che fa della puntualità un optional, suggerendo che il tempo stimato per il voto – un paio d’ore, per chi contasse – deve essere rispettato con rigore quasi militare.
Ah, e in un guizzo di efficienza, la votazione sul report RIDEL, dedicato a contrastare la repressione transnazionale dei difensori dei diritti umani, sarà spostata immediatamente dopo quella sul report LOPEZ AGUILAR, che tratta il glorioso tema del voto per delega in plenaria per i membri durante la gravidanza e dopo il parto. Non vorremmo mica che qualcuno si stancasse o si distrasse, dopotutto.
Immunità parlamentare sotto la lente… ma solo per i soliti
Con una regolarità sconcertante, le autorità di Grecia, Ungheria e Spagna si sono premurate di chiedere la revoca dell’immunità parlamentare per tre onorevoli illustri: Nikos Pappas (La Sinistra, EL), Péter Magyar (PPE, HU) e Alvise Pérez (NA, ES). Come se si trattasse di una festa esclusiva, queste richieste sono state subito affidate alle cure della Commissione Affari Legali, pronta a decidere con prontezza e diplomazia sulla sorte dei tre invitati speciali a questo crudele gioco delle immunità.
Arrivi e partenze: il carosello infinito degli eurodeputati
Con la stessa solerzia che contraddistingue ogni cambio ruoli istituzionale, il parlamentare uscente Sebastiaan Stöteler (PfE, Paesi Bassi) ha dato forfait a partire dall’11 novembre 2025, mentre il suo degno sostituto Antonín Staněk (PfE, Repubblica Ceca) ha preso posto al tavolo a partire dal 4 ottobre 2025. Un orologio perfetto che non perde un tic né un tac, tra partenze e arrivi tanto solerti quanto inevitabili.
Negoziati interistituzionali: quando i comitati si divertono a far finta di decidere
I comitati AGRI e AFET/DEVE hanno deciso di buttarsi a capofitto nei negoziati interistituzionali, seguendo la mitica Regola 72, paragrafo 1 del Regolamento, sulla base dei report disponibili sul sito web del Parlamento. Una fascinosa giocata di ping pong burocratico, dove a vincere è solo la complessità e l’illusione della partecipazione attiva, mentre tutto resta avvolto dalla solita nebbia di inefficienza e protocolli.



