Per non farsi mancare nulla, aveva pure scherzato: “Se la becco cosa vinco?”. Evidentemente, quel “beccarla” era un indizio di quanto sarebbe andata male. Perché il verdetto delle urne ha clamorosamente ribaltato ogni previsione, regalando una splendida vittoria al no, che ha conquistato quasi il 54% delle preferenze.
Un’autentica lezione di umiltà condita da un autogol politico degno delle migliori commedie tragicomiche. Chissà se Salvini ha vinto almeno una riflessione da questo tonfo o ha già trasformato il tutto in un aneddoto radiofonico da raccontare con il sorriso amaro di chi ha sbagliato clamorosamente ma ha imparato poco.
Intanto, l’unico premio certo è la dimostrazione che sprezzare l’incertezza è pericoloso, soprattutto quando si parla di referendum che modificano l’assetto di uno dei pilastri fondamentali della democrazia come la giustizia. Ma in fondo, perché prendersela? Forse era solo un modo per tenere alta l’attenzione, visto che le previsioni farlocche attirano sempre grandi applausi… o grandi risate.



