L’istituto cattolico Giovanni XXIII sta per chiudere i battenti a settembre, perché la tanto generosa Curia ha deciso di non rinnovare la concessione gratuita, lasciando campo libero a una famigerata scuola internazionale. Non proprio il tipo di eredità che ci si aspettava, vero? Ma aspetta, i veri protagonisti di questa tragicommedia sono ben 200 bambini del quartiere Villapizzone, che potrebbero non rimettere piede tra i banchi di scuola, o almeno non senza sborsare rette pazze con aumenti che fanno impallidire il mercato immobiliare: +130%.
Come ciliegina sulla torta, il nuovo campus di San Francisco, un ente non profit per definizione (più o meno…), si affretta a precisare che “verrà incontro alle famiglie”. Insomma, se non li rovinerà definitivamente sulle finanze, almeno proverà a farlo in modo caritatevole. Un classico cambio di guardia in stile fiaba, con un lieto fine tutto da scrivere.
Quando la carità diventa un lusso per pochi
Non è mai un semplice “passaggio di consegne” quando un’istituzione educativa legata alla tradizione cattolica si scioglie lasciando spazio a una nuova realtà internazionale. La scadenza della concessione senza alcun rinnovo, in uno scenario dove la Curia decide cosa è buono o cattivo per la comunità, è una manovra che sa tanto di “tè al limone: senza zucchero e con un pizzico di cinismo”.
Ricordiamoci che il Giovanni XXIII non era solo una scuola: era una presenza radicata in Villapizzone, un baluardo per le famiglie che potevano permettersi un’istruzione di qualità senza spendere un occhio della testa o vendere l’anima ai prestiti usurari.
Sotto il velo dell’ente non profit: una rapina mascherata?
Il nuovo campus di San Francisco si presenta come un ente non profit, bontà loro. Peccato che la “sostenibilità” imposta si traduca in aumento delle rette del 130%. Una giornata a Gardaland costa meno. Ma, oh, attenzione: stanno “veramente considerando” di venire incontro alle famiglie. Eh sì, perché nulla dice “non profit” come stritolare un’intera comunità sotto il peso di cifre esorbitanti e poi spargere qualche briciola di sollievo economico come se fosse una fontana della giovinezza.
Forse si pensa che l’educazione sia diventata un lusso da riservare ai beneamati pochi e che per la massa rimanga solo il ricordo nostalgico delle aule gremite, dei compagni di scuola e dei maestri amati, svaniti come cenere al vento burocratico.



