RedBird Capital Partners ha trionfalmente annunciato il completamento di un’operazione di rifinanziamento che, a quanto pare, dovrebbe rendere più solida la struttura finanziaria del AC Milan. Per chi avesse perso la cronaca dell’ultimo episodio: questo rifinanziamento sostituisce il vendor loan, inizialmente detenuto da veicoli gestiti da Elliott Advisors UK Limited, con un brillante nuovo finanziamento istituzionale firmato da Comvest Credit Partners. Un balletto economico che promette faville, o almeno è quello che ci vogliono far credere.
Ovviamente, questo passo non arriva dal nulla. Serve, dicono, ad “allineare la struttura del capitale del Club agli obiettivi strategici e operativi di lungo periodo di RedBird”, il quale ora si vanta di essere l’unico azionista di controllo del Milan, l’ennesimo capitolo della saga del proprietariato sportivo in salsa americana.
Come ciliegina sulla torta, anche le teste diplomaticamente cadono: Gordon Singer, Managing Partner di Elliott, insieme al suo fidato Associate Portfolio Manager, Dominic Mitchell, hanno deciso di lasciare il Consiglio di Amministrazione del Milan. Così, senza drammi né stravolgimenti, perché si sa, la continuità nella governance e nella gestione operativa deve sempre essere protetta, almeno così la raccontano.
In una nota così briosa da fare invidia a un comunicato-stampa promozionale si legge questo incanto di parole: “Abbiamo lavorato instancabilmente negli ultimi tre anni per migliorare le performance finanziarie e sportive, riportando il Club alla redditività e costruendo fondamenta solide e sostenibili per il futuro”. E a parlare è nientemeno che Gerry Cardinale, Managing Partner di RedBird e proprietario del Club.
Minuziosamente costruita è la narrazione del “ruolo di leadership nella città di Milano” e del “patrimonio storico” che rende il Club uno dei più grandi d’Europa, mentre il progetto del nuovo stadio a San Siro scivola nell’orbita del “già avviato” – come se bastasse un progetto per riscrivere il futuro. D’altronde, come si sa, nulla dice “crescita e successo” come un nuovo stadio eterno cantiere.
Il signor Cardinale aggiunge con genuina convinzione di voler “individuare opportunità per creare valore nel tempo”, perché ovviamente ogni società sportiva nasce come una start-up di valore finanziario e non come un’istituzione passionale. Milano e il Milan nel mondo, certo, non si sono mai sentiti così rinvigoriti…
Gordon Singer, da parte sua, non manca di autoelogiare il lavoro svolto da Elliott fin dal 2018, professionisti del calcio-spread che hanno migliorato le “performance finanziarie e sportive” del Club, senza dimenticare i due trofei portati a casa, incluso niente meno che lo Scudetto 2021/22, perché i numeri in bacheca aiutano sempre a mascherare i complicati aziendalismi.
Conclude il suo intervento sottolineando che “la gestione di un’istituzione storica come il Milan è una grande responsabilità” e augurando a RedBird un futuro pieno di successi, come se si potesse banalizzare la questione a una bella storia di imprenditoria sportiva senza guardare l’intricata tela di interessi, capitale e potere che si muove dietro al sipario.



