Ah, finalmente un miracolo burocratico: l’adattamento a quattro corsie del tratto tra Osteria Nuova e San Giovanni Reatino. Un capolavoro atteso come il pane per un sistema produttivo che da decenni si trascina tra lentezze e cantieri eterni.
Il buon Marco Pezzopane, Presidente del Comitato Piccola Industria di Unindustria Rieti, si sbilancia con parole che sembrano più un sollecito dai ritmi di un poeta arrabbiato che un entusiasmo scontato:
L’avvio dei lavori per l’adeguamento a quattro corsie del tratto tra Osteria Nuova e San Giovanni Reatino rappresenta un passaggio molto importante per il territorio e atteso dal sistema produttivo.
Incredibile rivoluzione, direte voi? Beh, non proprio, visto che il potenziamento della Salaria è più di un semplice progetto infrastrutturale: è la panacea per uscire dall’isolamento logistico che da decenni blocca ogni minimo sviluppo della provincia di Rieti. Insomma, una missione per mettere fine all’eterno limbo di strade a una corsia e tempi di percorrenza da Medioevo.
Il tutto nasce da un mix quasi magico di cooperazione tra le onnipresenti strutture del Ministero delle Infrastrutture, l’ambiziosa Regione Lazio e l’eroico Anas, che – sorpresa! – si mettono d’accordo per tirar fuori dal cassetto un progetto e iniziarlo davvero. Peccato che si tratti solo di un “primo stralcio”, come se uno potesse accontentarsi della metà del lavoro ogni volta.
Ecco il punto, come di solito accade in questi episodi da commedia italiana: ora dobbiamo pregare che questo inizio non resti una promessa vuota e che qualcuno riesca a fissare tempi certi e serrati. Perché, badate bene, la messa in sicurezza e la velocizzazione dei collegamenti verso Roma sono il sacro Graal della competitività per le imprese locali e l’attrazione di nuovi investimenti, come se tutto dipendesse da una strada un po’ più larga.
Per concludere questa fiaba infrastrutturale con un gesto di cortesia, Pezzopane tende la mano per un grazie scontato a chi ha fatto “qualcosa”: il Ministero dei Trasporti, la Regione Lazio, Anas e il Commissario straordinario per l’opera. Insomma, grazie per aver cominciato, ma adesso non facciamo i furbi e portiamo a termine quel che è stato iniziato, altrimenti ci toccherà applaudire anche i sogni a occhi aperti.

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