Quel muro a Milano che si crede il protagonista della rinascita del quartiere e fa più rumore del quartiere stesso

Quel muro a Milano che si crede il protagonista della rinascita del quartiere e fa più rumore del quartiere stesso

Una scritta nera, su un muro dimenticato da tutti, recitava sprezzante: “Qui tutto è morto”. Poco tempo dopo, con la pigra lentezza tipica delle opere pubbliche, qualcuno ha sentito il bisogno di ristabilire la verità in rosso acceso: “Qui tutto era morto”. Perfetto incipit per celebrare la resurrezione, o presunta tale, del parco Cabassina a Corsico, periferia di Milano. Il sindaco Stefano Ventura, con evidente orgoglio retrospettivo, ha scelto proprio questo aneddoto quasi poetico per inaugurare il parco finalmente riaperto, grazie anche ai soliti fondi miracolosi del Pnrr.

Per la cronaca, il parco si trova nel quartiere Lavagna, ed è stato impedito ai cittadini l’ingresso per mesi interi, durante i quali sono state portate avanti le operazioni comunemente note come “smantellamento completo” e “ricostruzione totale”. Tradotto: via le vecchie attrezzature ormai vintage per fare spazio a nuove installazioni patinate.

Ed ecco che spuntano arredi urbani freschi di fabbrica, aree gioco che faranno impallidire quelle del vicino parco, tavoli da ping pong per sfide ad alta tensione e persino zone dedicate al calisthenics e allo sport all’aperto, perché nulla dice “innovazione” come un po’ di ginnastica su strutture a norma.

Perfino il laghetto interno, che prima assomigliava più a una pozza dimenticata, ora gode di sponde sistemate e di nuove essenze acquatiche piantate con l’obiettivo – udite udite – di “favorire l’ecosistema locale”. Un tocco di natura studiata, ovviamente, tanto per mostrare che il rispetto ambientale è ben più che una parola d’ordine da campagna elettorale.

Il Grande Evento e le sue star locali

All’inaugurazione, una sfilata di enti del territorio si è ovviamente presentata per applaudire il risultato. Tra i protagonisti in moral suasion, spiccano l’associazione sportiva Puma, la nuova frontiera del “Buonmercato” (che suona quanto meno interessante) e la più sobria associazione ricreativa terza età Cabassina. Una società davvero variegata e inclusiva.

La vicesindaca Chiara Silvestrini non ha risparmiato la tipica sfilza di ringraziamenti istituzionali ai tecnici del Comune e all’architetto Marina Maggiulli, la mente dietro un progetto che giura di aver collaborato con il Parco Nord Milano e il consorzio Alpi. Collaborazioni di qualità, per la rigenerazione urbanistica che, come ci spiegano con dovizia di particolari, ha rappresentato un “passaggio assolutamente fondamentale” per un quartiere che mai quanto ora si mostra rinato.

Naturalmente, è stata lanciata la classica chiamata all’armonia civica, invitando i residenti a curare e proteggere questi nuovi spazi comuni. Insomma, la palla passa ai cittadini, perché dopo tanto investimento pubblico, sarebbe davvero peccato lasciare il parco vittima dell’abbandono, proprio come accaduto in passato.

Come dire: un parco “prima morto”, ora “ringiovanito”, grazie all’arte della burocrazia e alla benevolenza dei fondi pubblici. La prossima volta che passerete di lì, non stupitevi se vi sembra tutto paradossalmente più pulito e ordinato… almeno per un po’. Almeno fino al prossimo grande “smantellamento”.

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