Novità fresche fresche dal magico mondo delle acquisizioni aziendali: Nerpharma, quella piccola realtà farmaceutica del gruppo Nms – che, detto per inciso, è sotto il controllo di un fondo cinese – ha deciso di cambiare padrone, finendo nella mani della società francese Benta. Un passaggio di consegne annunciato con grande clamore mercoledì 18 febbraio, ovviamente accompagnato da frasi altisonanti che promettono mari e monti.
Non ci sorprende dunque la dichiarazione trionfale di Bernard Tannoury, presidente e Ceo di Benta Group, che potremmo tradurre in un incurante “abbiamo appena fatto un gran colpaccio”. Questo acquisire il polo produttivo permetterebbe, secondo lui, di espandere con gran vigore le attività europee del gruppo, con un battagliero potenziamento nelle “terapie complesse” come i biologici e i prodotti ad alta potenza. Insomma, una specie di tuttofare farmaceutico d’eccellenza, con una rete internazionale pronta a inondare il mercato di sostanze chimiche in ogni forma, dalla produzione alla distribuzione.
Nerpharma, per chi non la conoscesse, è una realtà di tutto rispetto: gestisce un impianto che gode di benedizioni da parte di enti regolatori internazionali quali l’European Medicines Agency (EMA) e la temutissima Food and Drug Administration (FDA) statunitense, e vanta un organico di oltre 100 dipendenti. L’attività si spazia da farmaci biologici a prodotti finiti ad alta potenza, con servizi dedicati alle sostanze attive in forma orale o iniettabile. Un portafoglio clienti che spazia da piccole realtà locali a colossi multinazionali, come se non ci fosse un domani.
Benta: il partner “one-stop-shop” che tutto può
Sì, avete letto bene: “partner CMO one-stop-shop”. Tradotto dal jargon aziendale, significa che Benta si propone come il supermercato unico per ogni forma galenica. Vuol dire che se vuoi produrre un farmaco, dalla chimica di processo fino all’ultima scatola da vendere, loro si fanno in quattro per te. Che meraviglia, no?
Il tutto con la presunzione di potenziare le competenze umane e tecnologiche, quella rete di clienti internazionale che fa tanto industria 4.0, e ovviamente puntando a dominare il mercato europeo con un piglio tutto francese.
Nms e la grande rinascita oncologica
Nms Group invece, che era il vecchio proprietario di Nerpharma, si vuole giustamente dedicare a “grandi cose”. O almeno ci prova. Hugues Dolgos, Ceo della compagnia, ci racconta che questa cessione non è altro che un “sviluppo fondamentale” nella loro “transizione” verso un futuro glorioso, tutto incentrato sullo “sviluppo oncologico”.
In parole povere, via la produzione, dentro la ricerca concentrata su piccole molecole e quegli affascinanti ADC – ovvero i coniugati farmaco-anticorpo, roba da fantascienza biomedica. Advertiamo un tentativo di camuffare l’uscita dalla produzione per entrare a piedi pari nel circolo esclusivo dell’innovazione rivoluzionaria. Ma chissà, magari funziona davvero.
Dolgos ha pure l’ardire di definire questa operazione come una spinta propulsiva per accelerare trattamenti “rivoluzionari”. Ovviamente ha tutta la fiducia che Nerpharma, ora nelle mani di Benta, crescerà e prospererà in modo globale. Ergo: loro si tolgono il peso produttivo dai piedi per concentrarsi sulle cose “serie” dell’oncologia, mentre il nuovo proprietario si arricchisce grazie a un asset già rodato sul mercato.
Un classico esempio di come il settore farmaceutico si muove: cambi di mano, riorganizzazioni strategiche e tanti sogni di rivoluzioni mediche. Nel frattempo, il business è sempre lì a girare, impeccabile e puntuale come un orologio svizzero – o quasi.



