Quando rubare 240mila euro di gioielli alla moglie di Fabio Capello diventa lo sport nazionale: ecco i quattro colpevoli della messinscena

Quando rubare 240mila euro di gioielli alla moglie di Fabio Capello diventa lo sport nazionale: ecco i quattro colpevoli della messinscena

Ah, la classica valigia abbandonata sul marciapiede, ma non una qualsiasi: dentro gioielli scintillanti, orologi di lusso e diamanti a gogò. Accade proprio a Malpensa, dove la moglie dell’ex calciatore e allenatore Fabio Capello perde un trolley da ben 240mila euro, ignara del destino che l’attendeva. Il tutto nel lontano 2017, ma tranquilli, ci sono voluti ben nove anni per una sentenza di primo grado. Perché quando si tratta di tesori rubati, la giustizia sa prendersi tutto il tempo necessario, giusto?

Il furto? Davvero da manuale: la coppia prende un taxi, la valigia viene – miracolosamente – dimenticata sul marciapiede ed ecco fatto, sparita. Come un incantesimo, gli orologi Cartier, le collane di diamanti, un anello firmato Buccellati, bracciali, perle, fino a un Buddha in corallo e persino un libro di Camilleri, spariscono nel nulla. Nient’altro che 240mila euro in gioielli e altri oggetti preziosi, roba da far impallidire chiunque. Ma la cosa divertente è la tempistica delle indagini: dopo una lenta ricerca, i colpevoli sono finalmente stati individuati e portati davanti alla giustizia.

Martedì il giudice Roberto Falessi ha sentenziato, condannando quattro degli ascoltati ricettatori a pene tra i due anni e mezzo e i tre anni di prigione. Un risultato sorprendente, se si considera che per il quinto imputato il processo è stato addirittura stralciato per questioni di competenza territoriale, spostandolo a Novara. Per completare il quadro di questa amabile compagnia, due persone hanno optato per un patteggiamento di soli cinque mesi, mentre un altro ha preferito il rito abbreviato. Insomma, una giostra di condanne leggere e procedure allungate come una domenica senza fine.

Un tesoro e un processo made in Italy

Come non restare affascinati da questo intricato mondo di orologi Cartier e diamanti, che invece di finire in una cassaforte, scorrono tra le mani di ladri improvvisati e giudici troppo impegnati a rimandare le sentenze? Un castello di carte che crolla lentamente, mettendo in scena – ora ufficialmente – la triste commedia del crimine di alto bordo. Dieci anni dopo, infatti, ripassare la cronaca di questa valigia da urlo è l’ennesima conferma di come il tempo scorra più lento quando si tratta di restituire giustizia ai pregiati proprietari di beni smarriti.

Con tutto questo scintillio, chi si sarebbe mai aspettato che la valigia con il Buddha in corallo e quel libro di Camilleri (ma quanto erano fighi quei gioielli!) finisse per trasformarsi in una telenovela giudiziaria degna di un film italiano, con condanne da poche annualità e processi interminabili? Forse l’unico vero lusso rimasto è aspettare come mille altri che la giustizia – finalmente – faccia il suo corso, o almeno ci provi.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!