Nel pomeriggio di venerdì, Salvatore Luongo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, si è intrattenuto a Milano con il ministro dell’Interno del Qatar, Khalifa bin Hamad Al Thani, in occasione di quel piccolo capriccio chiamato accordo di cooperazione internazionale firmato il 25 settembre 2025 tra i ministeri dell’Interno di Italia e Qatar. Un incontro ovviamente cruciale, dove si è tessuta la trama dell’inestimabile collaborazione tra due giganti della sicurezza pubblica.
La delegazione qatariota, durante i suoi splendidi incontri con le varie branche dell’Arma e l’affiancamento al personale operativo in vista dei Giochi Olimpici, ha avuto l’inaspettato piacere di “saggiare” — parola aulica per “guardare con occhi sognanti” — le formidabili capacità dei bravi specialisti, dal tiratore scelto alla squadra cinofili, passando per gli artificieri. Insomma, un team di élite tutta marcia, degna di un film d’azione a basso budget.
Durante il colloquio, il ministro qatariota ha manifestato una sincera ammirazione per le formidabili capacità dell’Arma nella pianificazione e nella gestione di eventi mastodontici, come i Giochi Olimpici che stanno scaldando i motori. Lodi sperticate per un’organizzazione che sembra gestire la sicurezza con una precisione così chirurgica da far impallidire pure gli strategici scacchi di un generale in pensione.
Nel frattempo, la collaborazione tra le due rispettabilissime forze di polizia prosegue imperterrita, con i poliziotti qatarioti che affiancano i nostri carabinieri anche durante i banali servizi ordinari, come il controllo del territorio, perché si sa, niente dice “sicurezza olimpica” come un amico d’oltreoceano a spasso nel quartiere. Il mondo della cooperazione internazionale non è mai stato così rassicurante e… coordinato.



