Quando l’intelligenza artificiale si fa un giro a Viterbo: gli imprenditori pronti a farsi abbindolare

Quando l’intelligenza artificiale si fa un giro a Viterbo: gli imprenditori pronti a farsi abbindolare

Continua la marcia trionfale di Unindustria nel suo minuzioso percorso dedicato all’Intelligenza Artificiale, quel miracoloso “angelo custode” della crescita digitale e l’arma segreta per portare le imprese verso il futuro – o almeno così ci piace raccontarcelo. Martedì 20 gennaio 2026, a Viterbo, la solita Consulta delle Imprese dell’area territoriale, tenuta da Andrea Belli, ha voluto concentrarsi – manco a dirlo – sull’AI, perché se non parli di intelligenza artificiale stai praticamente in ritardo di qualche secolo.

L’evento ha attirato, come prevedibile, una folla di partecipanti di tutto rispetto, pronti a sventolare i gadget dell’innovazione digitale mentre si discutono temi che spesso paiono un delicato equilibrio tra rivoluzione tecnologica e fiera dell’autocompiacimento. Ma non temete: nessun robot ha ancora preso il controllo della sala, almeno per ora.

L’Intelligenza Artificiale: il nuovo Santo Graal delle imprese

Se l’AI è davvero questa “compagna di crescita digitale,” si spera che riesca anche a risolvere quei piccoli grattacapi imprenditoriali, tipo come districarsi tra l’ennesima burocrazia o trovare finanziamenti non condizionati da mille clausole incomprensibili. Perché tra chi parla di AI come un toccasana universale e chi pensa ancora che sia roba da scienziati pazzi, il confine è più sottile di quanto vorremmo ammettere.

Proprio per questo, l’incontro ha tentato di mettere ordine nel caos digitale, con interventi calcolati per evitare di cadere nel luogo comune del futuro che è già qui, mentre molti imprenditori ancora si chiedono come riavviare il PC quando va in blocco.

Tra entusiasmo e scetticismo: l’eterna danza dell’innovazione

È divertente notare come, nonostante l’enfasi sul digitale e sull’intelligenza artificiale, permane un certo scetticismo di fondo. Da un lato, l’AI viene osannata come la panacea di tutti i mali industriali; dall’altro, però, rimane un velo di diffidenza, forse per quella sottile paura di essere rimpiazzati da qualche algoritmo più sveglio e instancabile.

Non c’è nulla di più ironico di un imprenditore che organizza con grande zelo un convegno sull’AI, cercando di convincere se stesso e gli altri che l’era digitale è arrivata, mentre nella sua fabbrica ancora si maledice lo scanner che non funziona. Ma, ecco la magia, gesti così ritualizzati servono a ricordarci, forse inutilmente, che il progresso non aspetta nessuno.

Il futuro è adesso… a patto che funzioni l’Internet

I piani e le strategie pian piano si costruiscono attorno all’AI, ma come dimenticare la solita grande bugia di una tecnologia che si curva davanti a problemi da tre soldi? Se manca una connessione decente o se il server decide che oggi è giornata “off”, ogni bel discorso sull’innovazione può finire in un nulla di fatto.

Quindi, tra chi sventola la bandiera dell’AI come metodo infallibile per dominare i mercati e chi ancora si gratta la testa davanti al telecomando intelligente, l’appuntamento a Viterbo è stato, come sempre, un momento da manuale di retorica digitale. Ma almeno si ride: di qualche macchina cuciniera con AI si parlerà magari al prossimo incontro.