Il celebre collettivo hacker NoName057(16) si è dato da fare, colpendo in sequenza non solo il sito ufficiale delle Olimpiadi, ma anche quello di ambasciate e consolati italiani, il Ministero degli Esteri, i siti degli sponsor, di qualche albergo e di altre società di prestigio, tra cui neanche a dirlo, Leonardo. Come se non bastasse, sono finiti nel mirino anche alcuni team olimpici. Un vero spartito perfetto per chi ama il caos internazionale, peccato che stavolta qualcuno li abbia fermati in tempo.
Le polemiche con la Russia: una commedia ormai trita e ritrita
La giornata di giovedì pomeriggio ha regalato l’ennesima puntata del gioco del “chi ce l’ha più grosso” diplomatico-tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’ambasciata russa in Italia. Da un lato, Tajani, che non perde occasione per accusare Mosca di ogni magagna possibile, citando persino le frane in Sicilia — un dettaglio irrilevante qualora non fosse entrato nel discorso come prova assoluta. Dall’altro, l’ambasciata russa, che ha risposto al vetriolo accusando il ministro di attribuire alla Russia la colpa di “qualunque cosa”. La regia di questo teatrino diplomatico sembra decisamente ben oliata.
Nel frattempo, fonti anonime della Farnesina hanno ricordato che almeno le rivendicazioni degli attacchi hacker ci sono state — un piccolo dettaglio, ma che in questi casi fa tutta la differenza del mondo. Segno che l’origine filorussa non è proprio una fantasia di chi cerca click facili.
Da Mosca, invece, ha preso la parola Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, che ha liquidato in modo lapidario come “calunniose” le dichiarazioni del nostro ministro. Come a dire, una bella partita a “te lo dico ma non lo dico”, davvero efficace e sicuramente costruttiva nel clima di collaborazione internazionale.



