Sabato 28 febbraio, lo stadio San Siro ospita il grande evento sportivo tra Inter e Genoa, fissato per le 20:45. Per assicurare che i tifosi possano raggiungere la partita senza intoppi (o almeno provarci), l’azienda di trasporto pubblico Atm si è affrettata a inventare una serie di “modifiche” al servizio prima, durante e dopo la gara. Perché niente dice “organizzazione” come far saltare fermate strategiche e deviazioni improvvise.
Le meraviglie delle deviazioni “Atm”
Linea 16: due ore prima della partita, gli onorevoli tram per San Siro Stadio decidono di ignorare completamente la fermata di piazza Axum, alias stadio Meazza, perché la gente evidentemente può camminare qualche centinaio di metri in più. Durante il match questi tram si limitano a fare capolinea in via Dessié, come se il termine “servizio” fosse un concetto troppo astratto. Dopo la partita, per un’ora buona, i tram diretti a Monte Velino snobbano la fermata di via Dessié. Che senso avrebbe agevolare un flusso incontrollato di tifosi?
Linea 49: stessa storia, ma più creativa. Da due ore prima fino al gran finale, gli autobus fanno un giro turistico alternativo saltando le fermate tra via Harar e via Morgantini, passando invece da vie a caso come via San Giusto, via Novara e piazza Melozzo da Forlì. Dopo la partita ripetono la coreografia delle deviazioni, saltando fermate essenziali per arrivare a destinazione. Perché, si sa, ogni minuto perso nel traffico e nelle deviazioni aumenta la suspense del tifoso disperato.
Linee 64 e 80: il colpo di scena arriva dopo la partita, quando per circa sessanta minuti i bus «intelligenti» verso Bonola e via Piccoli/Quinto Romano saltano sistematicamente tutte le fermate tra via Novara/via San Giusto e via Novara/via Sant’Elena. A quanto pare la comodità è un optional da riservare alle partite di cartello, o forse si vuol semplicemente assicurare che tutti facciano una bella camminata nella notte milanese.
Linea 78 (fino alle 22 circa) e Q78 (dopo le 22): non si risparmiano nemmeno qui. Per un’ora buona dopo il match, i bus verso Bisceglie snobbano le fermate da via Diomede/Sant’Elia a via Patroclo/via Bisanzio; e nei ritorni verso via Govone saltano fermate dall’elegante via San Giusto/via Ferreri fino a via Pinerolo/via Harar. Almeno sono coerenti: più caos, più drammi da stadio.
Estremismi di sicurezza: chiusura delle stazioni
Per aggiungere un tocco di suspense e piazza, la questura ha gentilmente ordinato di chiudere le stazioni M5 di Ippodromo e Segesta poco prima che il fischio finale echeggi nel leggendario impianto. Così, dopo aver subito deviazioni, i tifosi si vedranno gentilmente invitati a utilizzare le altre stazioni M5 di San Siro Stadio e Lotto. Oppure, per chi è avventuroso, c’è il vagheggiare percorso a piedi di 15 minuti fino alla stazione M1 di Lotto. Magari una nuova forma di rito iniziatico per veri supporter.
Ah, e non è finita: la stazione Lotto potrebbe risultare affollata – chissà come mai, visto che il “servizio” è pensato per il comfort. Ma, per mantenere alto il livello di emozione da stadio, la direttrice per il cambio tra le linee M1 e M5 potrebbe essere chiusa per ragioni di ordine pubblico. Questo significa che i tifosi dovranno uscire dai tornelli di una linea e rientrare dall’altra, usando lo stesso biglietto. Perché complicare le cose, se si può?
Insomma, la serata di calcio a Milano si trasforma, come ogni volta, in un raffinato esercizio di pazienza e perseveranza, condito da deviazioni fantasiose e strategie di confusione che potrebbero far passare l’interesse principale dallo sport al divertimento nel cercare di raggiungere lo stadio. Un capolavoro di logistica e accoglienza degno di una grande metropoli europea… o forse solo di un episodio tragicomico.



