Ah, la gloriosa Spagna si prende una bella rivincita dopo quel deludente pareggio all’esordio contro Capo Verde. Un fragoroso 4-0 contro l’Arabia Saudita, praticamente una passeggiata, che cancella le pecche iniziali con la grazia di un artista stanco ma ancora apprezzato. A decidere la contesa è stato il giovane prodigio Lamine Yamal, che deve aver risvegliato qualche speranza nei cuori iberici, accompagnato dalla doppietta di un instancabile Oyarzabal. Insomma, ora le Furie Rosse dominano il Gruppo H con quattro punti, mentre per i sauditi si complica la vita – e diciamoci la verità, rimediare il disastro sarà una missione da eroi tragici nel prossimo match contro Capo Verde, proprio in contemporanea con il match clou Uruguay-Spagna del 27 giugno.
A mezzanotte suona la campanella per la Celeste, che – con tutta la sua maestosità – tenterà di non lasciare alla Spagna il monopolio dei sogni. Nel frattempo, il coraggioso De la Fuente decide di scommettere su Yamal nonostante qualche problemino muscolare – perché nulla grida coraggio come rischiare il talento emergente con un paio di acciacchi. Il modulo scelto è un audace 4-3-3, niente di meno che un invito a fare il gioco. Dall’altra parte, gli abitanti del deserto optano per un consolatorio e conservatore 5-4-1, stile “ci chiudiamo tutti in difesa e speriamo.” A quanto pare, però, nemmeno questo sistema blindato è riuscito a fermare la furia spagnola: il numero 19 ha inaugurato il suo score mondiale già al decimo minuto, slalomando su un pallone teso verso il secondo palo con una chiusura in scivolata degna di un thriller spagnolo.
Il gol, ovviamente, ha sbloccato gli animi e dato nuova linfa alla squadra di De la Fuente. Al 17’, sempre Oyarzabal ha provato un raddoppio che, ahimè, si è infranto contro le mani di Alowais. Insomma, l’Arabia Saudita riesce ancora a dire “no”… ma solo per poco.
Il Festival del Gol di Oyarzabal
Quattro minuti dopo, il protagonista della Real Sociedad, su un calcio d’angolo diventato una vera e propria mischia degna di un ring da wrestling, riesce a raddoppiare con una deviazione degna di un colpo di scena teatrale in area piccola.
Tre minuti più tardi, l’escalation è completa: tris portato ancora da Oyarzabal, con una collaborazione impeccabile di Cucurella e un assist di testa di Dani Olmo. Appare proprio il capolavoro del centravanti basco, che mette in ginocchio l’impreparata difesa saudita. Il terzo gol chiude preventivamente la partita e a nulla serve il disperato tentativo dell’undici guidato da Donis. Anzi, proprio Oyarzabal si avvicina a una tripletta sfiorandola con un colpo che si stampa sulla traversa, aggiungendo una spruzzata di suspense alla già drammatica sceneggiatura a tinte rosse.
Il secondo tempo non tradisce le aspettative: il giovane Cucurella sfodera una bordata che causa un’autorete del povero Altambakti, come se la serata non potesse diventare più facile.
La squadra di De La Fuente non rallenta la sua partitura e al 20’ è Ferran Torres, servito da Merino, a tentare la quinta rete: ma, mica poteva essere tutto perfetto, la palla si scontra in porta e… nulla. Quasi come a dire “basta così.”
Il finale di gara vede un Spagna padrona indiscussa, con l’attaccante del Barcellona che si fa beffa del var annullando un gol quasi ‘naturale’. Che dire, l’ennesima dimostrazione che la perfezione, soprattutto in campo arbitrale, è un’utopia.



