A Cuneo si è scatenato un vero e proprio polverone mediatico per un video che mette in scena uno dei classici “incidenti” di ordine pubblico degni di un thriller a basso costo. Una donna, palesemente in stato confusionale e armata di un coccio di vetro – perché nulla urla più “calma e sangue freddo” di un frammento affilato –, si avventa su un carabiniere. La risposta? Un bel colpo di taser, che – attenzione – continua a fare il suo sporco lavoro anche quando la signora è ormai a terra, dolorante dopo una caduta decisamente poco elegante.
Ovviamente, le immagini non potevano passare inosservate. Radicali Italiani si è precipitata a denunciare un uso forse troppo generoso e prolungato del taser, sottolineando – come se fosse un’epifania – che la scarica elettrica prosegue anche quando la vittima è incapace di qualsiasi reazione.
Il segretario nazionale, Filippo Blengino, ha definito l’intervento “sproporzionato” e “inadeguato”, chiedendo a gran voce che la magistratura faccia finalmente chiarezza su quella che, a suo dire, non sarebbe stata una semplice azione di mantenimento dell’ordine, ma un esempio lampante di eccesso e cattiva gestione della situazione.
Il fenomeno del taser e le polemiche a seguire
Chi avrebbe mai pensato che un piccolo strumento elettronico potesse creare così tante controversie? Il taser, presentato come la panacea per ogni problema di ordine pubblico senza dover ricorrere all’uso della forza “vera”, si trasforma spesso in un’autentica spina nel fianco per le forze dell’ordine. In teoria dovrebbe garantire un controllo rapido e indolore… o almeno così dicono in molti, mentre i video non fanno che raccontare un copione molto più cruento e confusionario.
Evidentemente, però, per qualcuno fra i benpensanti delle poltrone di comando la convinzione è che la confusione mentale di una donna – magari in preda a un momento di crisi – debba essere punita con scosse elettriche ripetute senza pietà, anche quando la “minaccia” è ormai abbattuta e inerme. Un dettaglio tanto piccolo quanto fastidioso.
Il ruolo della magistratura: illuminateci, vi prego
Ovviamente, la palla passa al giudice, istituzione nota per la sua rapidità e trasparenza, che dovrà dirci se l’uso del taser è stato un atto di efficacia o semplicemente di brutale insensibilità. Nel frattempo, la città di Cuneo si ritrova a discutere non tanto sulla necessità di un controllo più umano e meno violento, ma piuttosto su quanto si può tirare la corda prima che scatti la denuncia pubblica.
Il tutto condito da una bella dose di ipocrisia: da un lato le forze dell’ordine denunciano difficoltà crescenti, dall’altro attivisti e politicanti indicano colpevoli e vittime in un ping-pong di accuse in cui nessuno vuole prendersi davvero la responsabilità di riflettere sui metodi adottati.
La triste commedia dei dubbi etici e dell’uso della forza
Insomma, a tutti piace segnalare quando qualcuno sbaglia, ma pochi sembrano disposti a chiedersi se il problema non sia proprio quel “qualcuno” o un sistema che lascia spazio a interpretazioni così dubbie. Una donna in chiaro stato confusionale dovrebbe essere affrontata con calma? Certamente, ma non è che le scosse di taser offerte come una medicina miracolosa aiutino proprio tutti a mantenere la lucidità, eh.
Così, la farsa va avanti, tra foto incriminate, video virali e dichiarazioni più o meno ufficiali, mentre nel frattempo qualcuno resta a terra, con qualche bruciatura in più e mille punti interrogativi sulla gestione della sicurezza pubblica in Italia.

