Quando il premier Pashinyan si inventa la pace con l’Azerbaigian: esclusiva anteprima per gli eurodeputati stremati

Quando il premier Pashinyan si inventa la pace con l’Azerbaigian: esclusiva anteprima per gli eurodeputati stremati

Il Primo Ministro armeno, Nikol Pashinyan, ha esordito il suo discorso affermando che, da quando ha visitato l’Parlamento Europeo nel 2023, nell’Armenia e nel Caucaso Meridionale sono avvenuti cambiamenti di portata non solo centenaria, ma addirittura millenaria. “Il più memorabile di questi cambiamenti è la pace raggiunta tra Armenia e Azerbaigian, formalizzata l’8 agosto 2025 a Washington DC, quando io e il Presidente Ilham Aliyev abbiamo firmato una Dichiarazione Congiunta nella Casa Bianca, sigillando di fatto la pace tra i nostri due paesi”, ha dichiarato con la serietà di chi ha appena scoperto l’acqua calda.

Non solo pace, però: Pashinyan ha sottolineato l’intenzione del governo armeno di avanzare con il programma infrastrutturale TRIPP, il cui unico scopo è garantire una connessione multimodale senza intoppi sul territorio armeno, collegando l’Azerbaigian “principale” con la sua Repubblica autonoma di Nakhchivan. Evidentemente, le frontiere elastiche e le ruote ben oliate per il transito sono la nuova priorità geopolitica.

Ultimi sviluppi in Armenia

Il Primo Ministro non si è risparmiato toccando anche le ceppe politiche interne: dalle rocambolesche operazioni di reinsediamento degli armeni che hanno abbandonato il Nagorno-Karabakh durante il precedente conflitto, fino a certe fazioni religiose e opposizioni politiche che sembrano impegnarsi in un curioso sport nazionale chiamato “sabotaggio della pace”. Ah, e dimenticavamo: la lotta per liberare i prigionieri di guerra armeni ancora imprigionati in Azerbaigian è ovviamente un tema scottante.

Pashinyan ha accennato ironicamente alle critiche rivolte al suo governo per una pace, a detta di molti, non proprio definibile “perfetta”. E ha ben ragione a fare questo osservazione, chiedendo retoricamente:

“Dove si è mai vista una pace perfetta? Quando e dove sarebbe mai esistita?”

Giusto, il pomo della discordia non è la pace imperfetta, ma quella volontà indistruttibile di farla funzionare almeno un po’. Veramente, un modello da imitare. Peccato che la realtà sia sempre più divertente delle intenzioni.

Continuare le riforme con il sostegno europeo

Non poteva mancare il capitolo europeista della serata, che ha visto Pashinyan vantare l’adozione della legge per l’avvio del processo d’adesione della Repubblica di Armenia all’Unione Europea. Che magnifica mossa: buttarsi a capofitto in un processo che, però, ha un requisito elementare, e cioè rispettare gli standard comunitari. E qui si apre il sipario sulle sue parole chiarissime: “Nessun paese può diventare membro dell’UE senza soddisfare questi criteri. Quindi, il nostro compito è continuare sulla strada delle riforme con il supporto dei nostri partner europei e, soprattutto, adempiere agli standard richiesti.”

La ciliegina sulla torta è stata l’ammissione che l’“ostacolo maggiore” all’integrazione europea di Armenia non è nemmeno un problema interno, ma la politica congelata fra UE e Georgia. E siccome Georgia è l’accesso naturale verso Bruxelles, le sorti di Armenia dipendono (oh, quanta originalità!) dal buon umore di Tbilisi. Pashinyan ha invitato, con tutto il suo sarcasmo diplomatico, a sbloccare quel processo politico: “La Georgia è la nostra porta d’ingresso all’Unione Europea, e il fatto che abbiamo adottato la legge sull’adesione subito dopo che la Georgia ha ottenuto lo status di candidato UE ha conferito concretezza alla nostra prospettiva. La nostra aspettativa è che il dialogo costruttivo tra UE e Georgia prosegua. È importante tanto per Armenia quanto per Georgia.”

Chiude il sipario con un auspicio da applausi a scena aperta, ricordando che le elezioni parlamentari previste per il 7 giugno devono servire a consolidare questa fragile pace. “La nostra democrazia deve rendere la pace irreversibile, e poi sarà la pace a rendere la democrazia irreversibile.” Applausi, fischi, e brindisi in lontananza.

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