Una scena di armonia e dolcezza ha animato il reparto di psichiatria dell’ospedale Fatebenefratelli: una lite che ha rapidamente degenerato in un’aggressione degna di un film d’azione low budget. Non ci sono battute qui, solo un 58enne italiano che, a quanto pare, ha imparato a sue spese quanto sia pericoloso litigare in un reparto dove la pace mentale dovrebbe regnare sovrana.
Il protagonista di questa tragicommedia è stato un giovane di 28 anni, anch’egli italiano, che ha pensato bene di mettere in pratica la vecchia arte del «pugno e calcio» ai danni del poco fortunato over 50. Ovviamente, il risultato è stato un intervento chirurgico d’urgenza e un ricovero in terapia intensiva per il malcapitato, probabilmente ignaro di quanto potesse diventare violenta una semplice discussione in ospedale.
La causa scatenante di questo curioso episodio? Un mistero degno di un thriller, ancora avvolto nel fitto della nebbia investigativa. Nessuno sa cosa abbia fatto saltare i nervi all’aggressore, forse una parola di troppo, forse un pensiero disturbante. Quel che è certo è che l’arena di questa battaglia è stata una stanza dove si suppone si curino le menti, non si forgino pestaggi da strada.
Il 58enne è stato colpito ripetutamente con pugni e calci, con almeno uno di questi attacchi diretto al volto, perché, si sa, la cortesia non è mai di moda quando c’è da litigare. Il giovane assalitore è stato prontamente bloccato, forse sorpreso da quanto il suo gesto abbia avuto conseguenze così immediate e serie.
Ora la sua posizione è sotto la lente d’ingrandimento della polizia, che tra un rilievo e l’altro cerca di mettere ordine in questa commedia dell’assurdo, il tutto sotto la supervisione del pubblico ministero Antonio Pansa. Perché se c’è una cosa che non manca mai nei nosocomi italiani è proprio il dramma, condito con un pizzico di ironia amara.



