Quando il nonno imbraccia la pistola: rissa in centro e terrore a 77 anni

Quando il nonno imbraccia la pistola: rissa in centro e terrore a 77 anni

Un tranquillo pomeriggio a Rho trasformato in un’esibizione di rapidità imbarazzante nella gestione dei conflitti, il tutto davanti a un bar, ovviamente. I protagonisti? Tre individui: un ragazzo di mezza età di 50 anni, il suo anziano papà di 77 e un altro uomo di 48. L’occasione? Una “cordiale” discussione su faccende economiche, sfociata in un festival della litigiosità che ha raggiunto il suo apice con la classica, insostituibile arma micidiale: la pistola.

Salta subito all’occhio la genialità della scena, degna di un film di serie Z. La folla, assistendo a questa commedia degli errori, naturalmente si allarma e chiama la già storica e onnipresente polizia locale del centro cittadino. Un uomo di 48 anni si becca una bastonata in testa con una mazza di legno, regalando un ingresso trionfale al pronto soccorso dell’ospedale locale. E pensare che bastava solo un bonifico!

La rissa e la pistola: un gioco da ragazzi

Alle 19 in punto, quando il sole dovrebbe ancora tramontare decorosamente, qualcuno decide che la classica chiacchierata tra adulti su “chi deve cosa a chi” necessita di un’interpretazione muscolare. Durante la litigata in corso Garibaldi, uno dei tre – il fortunato 77enne – estrae qualcosa dall’interno della giacca. Puzzava di brivido? Certo, quando una pistola fa capolino la tensione sale, no?

Ovviamente, la polizia locale, che impersona il classico esempio di prontezza e organizzazione, riceve la chiamata e manda sul campo ben tre pattuglie. Pare d’essere sul set di un thriller. Tra bastoni volanti e minacce da sparo, un’arma gioca a fare la pistola. Esatto, perché la supposta “micidiale” arma è risultata, sorpresa sorpresa, un giocattolo. Uno di quelli senza il tappo rosso, tipo “vediamo se qualcuno ci crede”.

Ricostruzione di un disastro annunciato

Grazie al prezioso contributo delle telecamere di sorveglianza (finalmente un’occasione in cui servono a qualcosa di più che controllare chi butta una cicca per terra), testimonianze varie e la performance d’attore dell’uomo medicato in ospedale, la polizia locale smaschera subito l’abile duo padre-figlio: il 77enne e il 50enne. Entrambi colti con la pistola-giochi da guerra, ma con scarsa presenza di spirito, perché dimenticata la caratteristica essenziale: quella benedetta punta rossa!

Nel frattempo saltano fuori anche la mazza di legno, trovata, per giunta, gettata in un’aiuola. Un gesto di grande civiltà, senza dubbio. I tre “concorrenti” ad un gioco davvero per niente educativo si erano dati appuntamento davanti al negozio per un chiarimento economico. Da lì, la mistica danza della violenza: un bastone qui, un colpo alla testa là, e come ciliegina sulla torta, il nonnino che brandisce la pistola giocattolo come un vero pistolero minacciando un avversario con una serietà che avrebbe messo in soggezione anche negli spaghetti western di bassa lega.

Numero extra di triste ironia: nel bel mezzo della scena, vi erano anche alcuni giovani spettatori. Contrariamente alle aspettative, invece di godersi lo show o filmarsi la scena per i social, sono fuggiti terrorizzati alla vista della “pistola”. Dopo la loro richiesta d’aiuto, la realtà è apparsa in tutta la sua sconcertante banalità: una pistola giocattolo senza enormi segni di riconoscimento.

Detto ciò, tutti e tre sono stati gentilmente invitati a rispondere di un parker di accuse: procurato allarme, violazione della legge sulle armi, minacce e lesioni. Un sito archeologico del buon senso quello inciampato in quella che sembra una semplice scenetta, ma che in effetti fa riflettere molto sui metodi di “risoluzione” delle questioni economiche e sulle scelte di accompagnamento di genitori e figli. Chissà che la prossima volta non scelgano di discutere con una partita di scacchi o un tranquillo caffè.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

Vuoi segnalarci qualcosa? CONTATTACI.

Aspettiamo i vostri commenti sul GRUPPO DI TELEGRAM!