Quando il jazz incontra la follia: il trio Freak Machine di Giovanni Falzone, i Munedaiko e il collettivo Sugarino Project invadono il Conservatorio G. Verdi con Manga Mozart

Quando il jazz incontra la follia: il trio Freak Machine di Giovanni Falzone, i Munedaiko e il collettivo Sugarino Project invadono il Conservatorio G. Verdi con Manga Mozart

Che sorpresa, proprio a Milano si celebra un evento che promette di rivoluzionare il mondo della musica classica e jazz in vista delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. “Piano Olimpico” è infatti quel mirabolante calendario di eventi che include concerti di classica, jazz, musica mondiale, spettacoli di danza e persino laboratori musicali, offrendo al pubblico un caleidoscopio culturale che il capoluogo lombardo e la Valtellina ricorderanno a lungo… o almeno fino al prossimo concerto.

Tutto questo gran fermento è prodotto dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, un centro nazionale che, con il suo nome altisonante, suggerisce un multicentro di produzione culturale che effettivamente si mantiene piuttosto impegnativo da decifrare. Non manca il sostegno ufficiale della Fondazione La Società dei Concerti di Milano e il supporto di Regione Lombardia, perché andare alle Olimpiadi senza un carico di musica “colta” evidentemente non sarebbe all’altezza.

L’apice di questa orchestrata sinfonia capitolina si raggiunge venerdì 6 marzo, quando la Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi ospiterà un concerto dal titolo criptico quanto affascinante: “Manga Mozart”. Sì, avete capito bene, un Mozart in versione manga, come se il compositore austriaco avesse ricevuto un restyling stile cartone animato giapponese per attrarre le folle più giovani o, chissà, forse solo per confondere chi pensava di sapere qualcosa di musica classica.

Al centro dello show ci sarà il trio jazz Freak Machine guidato da Giovanni Falzone, accompagnato dal trio sacro di tamburi giapponesi Munedaiko e dalla sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project. Non un semplice concerto, ma un’esperienza che reinterpreta temi mozartiani con uno spirito tanto libero da staccarsi da ogni convenzione, nel tentativo di creare “nuovi standard” che spalanchino l’orizzonte dell’ascoltatore verso un “Manga di Mozart” mai sentito prima – o almeno così ci garantiscono.

Si tratta evidentemente di una sfida tanto per gli ascoltatori, costretti a digerire questa originale contaminazione, quanto per i musicisti stessi, impegnati nell’impresa titanica di somministrare “l’inaspettato e l’inaudito”. Un’impresa che trascende il semplice esibirsi, puntando a sconvolgere, o almeno a tentare di farlo.

Il trio Freak Machine, al comando di Giovanni Falzone, è descritto come la perfetta fusione tra lo spirito selvaggio di Jimi Hendrix e la creatività giocosa di W.A. Mozart. Falzone, trombettista e compositore di formazione classica, ha ostentato la sua presenza in prestigiose orchestre – in primis l’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano – e ha suonato con leggende come Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini e la mitica Martha Argerich. Insomma, chi se la sente ora di mettere in discussione lo status del trio nel panorama jazz nazionale e internazionale?

Il progetto Munedaiko, invece, si dedica al Taiko, il tradizionale tamburo giapponese, con un approccio che attribuisce alla disciplina una valenza quasi mistica, puntando all’armonia tra spirito, mente e stato d’animo. Fondato nel 2014, il trio è diventato il faro più luminoso della cultura giapponese in Italia e persino in Europa, nonostante esegua solo rullate che ricordano un antico e quasi dimenticato passato nipponico. Parliamo evidentemente di esibizioni “innovative e coinvolgenti”, dopo una giornata di repertorio abbastanza scontato per molti.

Infine, e non meno importante, il Sugarino Project porta freschezza e vitalità grazie alla sua formazione di giovani strumentisti provenienti dal liceo musicale B. Zucchi di Monza e da diverse istituzioni musicali del nord Italia. Un progetto poliedrico che si presenta con formazioni che variano dal trio alla big band, alimentando il fuoco sacro del jazz con jam session, workshop e, naturalmente, spettacoli che mettono in scena dialoghi tra il jazz e le altre arti, perché la musica da sola non basta, vero?

Il gran finale del “Manga Mozart” è fissato per le 20:45. Il biglietto costa 25 euro, perché la cultura, si sa, ha un prezzo. Ma per i più affezionati di Musicamorfosi e per gli under 30 ci sono sconti da capogiro: rispettivamente 15 e 5 euro. Chi è abbonato a Soconcerti può puntare a 15 euro, un prezzo quasi popolare, telefonando o scrivendo ad appositi riferimenti che ormai sappiamo di dover chiudere in un cassetto da qualche parte.

Per i curiosi che vogliono approfondire c’è sempre la possibilità di cercare maggiori informazioni nel misterioso regno del web, ma intanto preparatevi a un’esperienza che sfida ogni logica tradizionale, una vera maratona culturale all’insegna della commistione, della nostalgia e di tanta, tantissima creatività. O forse solo di una buona dose di coraggio artistico.

Siamo SEMPRE qui ad ascoltarvi.

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