Ah, la musica, quel magico settore dove la perfezione si misura in dischi venduti e la profondità emotiva in playlist da quattro minuti. Seguendo la scia di rubriche letterarie e cinematografiche che evidentemente non bastavano, abbiamo deciso di tuffarci nel mare cristallino e mai volgare della musica pop contemporanea. Benvenuti a Top Tre, perché nulla dice “qualità” come una selezione limitata e decisamente scevra di qualsivoglia senso critico.
Si parte con la regina indiscussa del pop che fa finta di essere alternativa, Tate McRae, che ci offre la versione deluxe di “So Close To What???”. Bonus tracks, per non lasciare i fan a bocca asciutta, fra cui il singolo “Nobody’s girl”, che ha invaso le radio da dicembre, e la famigerata “Tit for tat”, resiliente al punto da schizzare al terzo posto della Billboard HOT 100. Come dire: se non è successo, lo facciamo diventare tale.
Segue James Blake, maestro nell’arte di amplificare l’angoscia esistenziale con un disco dal titolo per niente rassicurante, “Trying Times”. Il nostro ci porta in un viaggio musicale tra intimità e isolamento, un tema freschissimo visto che siamo in un’epoca così indubbiamente stabile e serena. L’album promette un cocktail di speranza e inquietudine, dove amare sembra un gesto rivoluzionario e, allo stesso tempo, potenzialmente fragile – perché, diciamocelo, il mondo là fuori è solo un gran bel posto per farsi prendere dall’ansia globale.
Ma aspetta, non abbiamo ancora finito col sarcasmo a basso costo. Ecco comparire sulla scena i fratelli Chris e Rich Robinson con il loro ritorno a Nashville e il nuovo lavoro da rockstar “A Pound Of Feathers”, pronti a scuotere l’arena musicale con un disco descritto come un mélange di sound funky e oscuro, sensualità e spigolosità, carne e ossa. Il motto? “Un chilo di piume o un chilo di piombo. Attenzione là sotto e bada alla testa”. Perché niente dice leggerezza come il contrappeso emotivo di un disco dal titolo così… filosofico.
Il resto della pattuglia: nuove uscite che fanno tanto rumore
Nel seguito delle nostre scelte, spuntano nomi più o meno illustri o quantomeno strillati dai social: Peter Gabriel torna con “In The Big Room”, giusto per mantenere vivo quel leggero alone di mitologia musicale che c’incanta i più nostalgici.
Riccardo Cocciante, che si ostina a ricordarci che anche lui c’è ancora, mette sul piatto “Ho Vent’Anni Con Te”, evidentemente convinto che l’eterna giovinezza sia una questione di titolo più che di età reale.
Non poteva mancare un tocco di urban indie da parte di Fulminacci con il suo “Calcinacci”, che promette macerie emotive per chi ama frugare tra le macerie del cuore, e un colpo di scena metallico con i Lamb Of God che arrivano con “Into Oblivion” a ricordarci che anche la furia può avere la sua eleganza.
Insomma, chi l’ha detto che il mondo della musica sia piatto? Tra titoli profumati di filosofia indecifrabile, ritorni nostalgici e strategie di marketing deluxe, abbiamo tutto il necessario per fingere che questo venerdì 13 di marzo sia davvero un giorno da segnare in rosso – o almeno, da mettere in loop con un pizzico di sana ironia.



