Sergio Casartelli, direttore generale di AVIS Milano, ha aggiunto, tra la tragicità e la rassegnazione:
“Questo periodo, che vede la città impegnata sul fronte delle Olimpiadi, si sta rivelando particolarmente impegnativo anche per la sanità, forse nel peggiore dei modi. Infatti già dal 2 gennaio soffriamo quotidianamente di carenze di unità di sangue che hanno superato anche le -2.000 unità giornaliere. Abbiamo assolutamente necessità di donazioni e soprattutto di nuovi donatori per garantirci le cure per tutti. Un grazie di cuore a coloro che sono disponibili.”
Tradotto: la città brilla sotto i riflettori e le richieste sanitarie schizzano alle stelle, mentre le scorte di sangue cadono a picco. Ma niente paura, tutti siamo rassicurati dalla generosa raccolta improvvisata e dalle dichiarazioni di circostanza.
Da parte sua, Gi Group ci regala la perla di saggezza:
“In un periodo in cui Milano è al centro dell’attenzione internazionale e vive un incremento di presenze, eventi e attività, garantire scorte di sangue adeguate rappresenta un gesto concreto di responsabilità verso la comunità e verso il sistema sanitario cittadino. La collaborazione tra Centrale District e AVIS Milano si inserisce proprio in questa prospettiva: contribuire attivamente al benessere della città in un momento di grande visibilità ma anche di potenziale maggiore fabbisogno.”
Ci mancava solo questa sacrosanta collaborazione “strategica” per il buon nome della città, unendo luci olimpiche e scorte di sangue, quasi come se la solidarietà fosse un logo da esibire piuttosto che una pratica quotidiana.
Tra le organizzatrici di questa ormai leggendaria giornata di donazione c’è anche Camilla Doni, proprietaria del Best Western Hotel Madison e membro del board di Centrale District. Ci rassicura con queste parole:
“Essere al fianco di AVIS Milano in un momento così importante per la città è per noi un segno di coerenza e responsabilità. Le Olimpiadi rappresentano un’occasione straordinaria per Milano, ma anche un momento in cui è fondamentale rafforzare i servizi e il supporto alla comunità. Come Distretto vogliamo fare la nostra parte.”
Fantastico, vero? Tra hotel di lusso, designer della solidarietà e autoemoteche, Milano dimostra ancora una volta come trasformare un’urgenza sanitaria in un’occasione di marketing sociale e networking elitario. D’altronde si sa: donare sangue è bello, purché venga sponsorizzato da una foto ben fatta e ammantato d’umanità d’alta classe.
Ah, la nobile maratona di solidarietà invernale per Centrale District, un vero spettacolo di beneficenza tra le luci del glamour cittadino. Quel manipolo di eroi del distretto, che raduna le più illustri realtà alberghiere e imprenditoriali del quartiere della Stazione Centrale e di piazza Repubblica, si è sentito in dovere di rinnovare l’impegno con AVIS Milano proprio nel clou dei Giochi Olimpici. Già, perché non c’è momento migliore per ricordare quanto sia importante il dono del sangue, specialmente quando si può associarlo all’internazionalità del grande evento.
E così, ieri mattina, davanti alla sede di Gi Group in Piazza IV Novembre 5, una modestissima ventina di persone ha accettato la sfida titanica di donare sangue nelle comodissime autoemoteche di AVIS. Un’occasione imperdibile che ha coinvolto un po’ tutti: dipendenti del gruppo, soci del Distretto e qualche cittadino fortunato del quartiere. Una mattinata da ricordare, specie per chi vede il dono come un gesto semplice e senza troppe pretese, ma che, bontà loro, potrebbe incidere non poco sulla vita di qualcuno.
Ovviamente questa non è la prima volta che AVIS Milano fa il giro delle grandi firme del Distretto: dal Principe di Savoia al Westin Palace, passando per l’Excelsior Hotel Gallia e il Mercato Centrale, la rete – immancabilmente “compatta e attiva” – s’è prodotta nel promuovere la gloriosa cultura della donazione. E con questa ultima trionfale tappa, Centrale District conferma la nobile missione di coinvolgere ogni singolo socio in questo grandioso progetto di responsabilità condivisa. Applausi.
Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ha sentenziato sul tema:
“Di fronte alla pressione a cui sono sottoposte le strutture ospedaliere cittadine, è un bel segnale quello lanciato da Centrale District, dai suoi soci e dai dipendenti di Gi Group che faranno un gesto semplice che, però, può avere un impatto importante sulla vita di tanti e tante. Un esempio che ci rende orgogliosi del tessuto produttivo che questa città riesce ad esprimere. Non dimentichiamo, inoltre, che donare il sangue è anche un’occasione di prevenzione e di monitoraggio del proprio stato di salute, che aggiunge un valore a questa scelta che deve motivare tutti e tutte.”
Parole sante, vero? Una dichiarazione degna del miglior marketing solidale, pronta a vestire di nobiltà un gesto che noi poveri mortali scegliamo solo quando abbiamo un attimo libero tra un aperitivo e una riunione.
Sergio Casartelli, direttore generale di AVIS Milano, ha aggiunto, tra la tragicità e la rassegnazione:
“Questo periodo, che vede la città impegnata sul fronte delle Olimpiadi, si sta rivelando particolarmente impegnativo anche per la sanità, forse nel peggiore dei modi. Infatti già dal 2 gennaio soffriamo quotidianamente di carenze di unità di sangue che hanno superato anche le -2.000 unità giornaliere. Abbiamo assolutamente necessità di donazioni e soprattutto di nuovi donatori per garantirci le cure per tutti. Un grazie di cuore a coloro che sono disponibili.”
Tradotto: la città brilla sotto i riflettori e le richieste sanitarie schizzano alle stelle, mentre le scorte di sangue cadono a picco. Ma niente paura, tutti siamo rassicurati dalla generosa raccolta improvvisata e dalle dichiarazioni di circostanza.
Da parte sua, Gi Group ci regala la perla di saggezza:
“In un periodo in cui Milano è al centro dell’attenzione internazionale e vive un incremento di presenze, eventi e attività, garantire scorte di sangue adeguate rappresenta un gesto concreto di responsabilità verso la comunità e verso il sistema sanitario cittadino. La collaborazione tra Centrale District e AVIS Milano si inserisce proprio in questa prospettiva: contribuire attivamente al benessere della città in un momento di grande visibilità ma anche di potenziale maggiore fabbisogno.”
Ci mancava solo questa sacrosanta collaborazione “strategica” per il buon nome della città, unendo luci olimpiche e scorte di sangue, quasi come se la solidarietà fosse un logo da esibire piuttosto che una pratica quotidiana.
Tra le organizzatrici di questa ormai leggendaria giornata di donazione c’è anche Camilla Doni, proprietaria del Best Western Hotel Madison e membro del board di Centrale District. Ci rassicura con queste parole:
“Essere al fianco di AVIS Milano in un momento così importante per la città è per noi un segno di coerenza e responsabilità. Le Olimpiadi rappresentano un’occasione straordinaria per Milano, ma anche un momento in cui è fondamentale rafforzare i servizi e il supporto alla comunità. Come Distretto vogliamo fare la nostra parte.”
Fantastico, vero? Tra hotel di lusso, designer della solidarietà e autoemoteche, Milano dimostra ancora una volta come trasformare un’urgenza sanitaria in un’occasione di marketing sociale e networking elitario. D’altronde si sa: donare sangue è bello, purché venga sponsorizzato da una foto ben fatta e ammantato d’umanità d’alta classe.



