L’arresto, che suona quasi come un’intercettazione di uno scandalo, è avvenuto il 10 febbraio 2025. Il nostro “maestro” è stato pizzicato dalle telecamere piazzate in classe dal nucleo tutela donne e minori della polizia locale. Una sofisticata azione di sorveglianza scaturita dalla segnalazione, questa volta della dirigente scolastica, fatta un mese prima. Insomma, nulla è stato lasciato al caso in questa sceneggiatura da incubo.
Ma c’è di più nel copione: il nostro protagonista avrebbe pure minacciato le sue allieve con la bocciatura, come per dire “O fai come dico io, o addio promozione”. Una tattica evidentemente così convincente da emergere con forza durante un’indagine condotta, manco a dirlo, con audizioni protette coordinate dal pm Alessia Menegazzo. Una vicenda degna di essere studiata in qualche corso su come distruggere la dignità altrui attraverso l’abuso di potere.
Dal giorno dell’arresto, quest’uomo ha collezionato visite nelle celle, e probabilmente riflette sulle scelte di vita che lo hanno portato lì. Tra telecamere, minacce e promesse di bocciatura, sembra una sceneggiatura da film, ma purtroppo è una tragica realtà che scuote il sistema scolastico e la società tutta.

