Quando il Bayern Monaco si diverte a umiliare l’Atalanta in casa sua con un secco 6-1 a Bergamo

Quando il Bayern Monaco si diverte a umiliare l’Atalanta in casa sua con un secco 6-1 a Bergamo

Una lezione di calcio ben superiore alle aspettative è stata impartita all’Atalanta di Palladino, che si è trovata letteralmente schiacciata in casa propria dalla schiacciasassi Bayern Monaco. Il risultato? Un inequivocabile 6-1 alla New Balance Arena, che è molto più di una semplice batosta: è una sentenza a favore dei bavaresi per l’andata degli ottavi di Champions League. Con una prestazione tanto dominante quanto imbarazzante, la squadra di Kompany ormai può considerare una formalità il passaggio ai quarti, lasciando alla sfida di ritorno all’Allianz Arena lo spettacolo (per loro) di un massacro già scritto.

La partita, per la cronaca, è stata praticamente archiviata nei primi 25 minuti. Tre gol in rapida successione: prima Stanisic approfitta di una dormita colossale dei nerazzurri su calcio d’angolo al 12’, poi Olise incide con un tiro a giro al 22’ e infine Gnabry chiude il tris al 25’, dopo un uno contro uno con il povero Carnesecchi. Se qualcuno stesse ancora cercando segni di vita nell’Atalanta, deve essersi nascosto bene perché il Bayern incalza in modo asfissiante, schiacciando la squadra bergamasca nella sua metà campo con un pressing individuale che non lascia spazio al ragionamento difensivo degli ospiti. Ovviamente, il Bayern ha anche sfiorato altre occasioni da gol, compresa una traversa di Gnabry, mentre l’Atalanta agguanta qualche lampo offensivo solo grazie a sporadiche incursioni di Scamacca.

Il secondo tempo sembra offrire un minimo di speranza: al 50′ Pavlovic ci prova con una conclusione secca, ma Carnesecchi si supera con un tuffo. Pochi minuti dopo, al 52′, arriva però il poker tedesco: Nicolas Jackson scatta in contropiede, riceve il pallone sul tacco da Diaz e infila un diagonale preciso per il 4-0. C’è anche un check del VAR per un presunto tocco di mano di Pavlovic all’inizio dell’azione, ma il gol viene regolarmente convalidato, perché l’Atalanta ormai è sparita dal campo e lascia l’iniziativa al Bayern, che fa ciò che vuole.

Al 64′ arriva la doppietta personale di Olise, che stoppa il pallone dalla fascia, se lo mette sul sinistro e lascia partire un destro a giro che sbuca dove Carnesecchi non può ovviamente arrivare. Il 5-0 è servito e, come se non bastasse, al 67′ lo stesso Musiala, appena entrato, raccoglie un cross basso di Jackson e realizza il sesto gol bavarese.

Non finiscono qui le giocate tedesche: al 76′ Kimmich tenta un pallonetto che supera Carnesecchi ma fortunatamente per l’Atalanta, il difensore Djimsiti è pronto a salvare la baracca respingendo in angolo. Al 77′ il palo nega una gioia a Upamecano, che in solitaria si era ritrovato in posizione promettente per segnare di testa.

Nel finale di partita, per non farsi mancare nulla e per dimostrare un minimo di dignità, l’Atalanta si scuote con qualche tentativo di Pasalic, Kristovic e Samardzic. Ed è proprio all’ultimo respiro, al 93’, che Pasalic riesce a trovare il gol della bandiera sfruttando un cross perfetto di Bellanova e un tocco al primo palo di Krstovic. Un risultato finale che, a ben vedere, è quasi generoso verso una squadra che ha subito una disfatta tennistica in un contesto dove anche sognare la rimonta sembrava già proibitivo prima del fischio iniziale.

Il trionfo soffocante di Bayern, una dimostrazione di superiorità tecnica e tattica

La partita ha mostrato in modo del tutto chiaro come il Bayern Monaco abbia semplicemente stracciato la scarsa resistenza di un’Atalanta impacciata e sopraffatta sin dall’inizio. Il pressing asfissiante degli uomini di Kompany ha completamente annullato ogni tentativo organizzativo degli ospiti, che si sono subito rivelati incapaci di replicare, se non con qualche sporadico affondo isolato e poco efficace.

Inutile puntare il dito su qualche errore singolo quando, a conti fatti, è stata tutta la manovra dell’Atalanta a cadere nella trappola di un avversario semplicemente superiore sotto ogni punto di vista: velocità, tecnica, intensità e capacità di sfruttare ogni minimo spazio con azioni fulminanti e chirurgiche. In un’era in cui si parla tanto di quote europee e crescita del calcio italiano, questa disfatta suona come una sveglia sonora per chi ancora osa pensare che la ‘Dea’ possa competere alla pari con i colossi tedeschi.

E mentre il Bayern si prepara a gustarsi il ritorno come una formalità assoluta, il tifoso bergamasco può consolarsi con questo piccolo dettaglio: almeno si è visto un gol. Per il resto, il copione domenicale è stato tutto tedesco e brutale come una lezione di storia del calcio, con l’Atalanta relegata al ruolo di ignara comparsa in un dramma già scritto da tempo.

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