Saluti fascisti con tanto di inni a Hitler. Lotta a torso nudo con tanto di cinghie sfoggiate come fossero accessori indispensabili. Immaginate poi i riti di iniziazione, rigorosamente di fronte agli adepti schierati come in caserma: un modo a dir poco originale per accogliere i nuovi membri nel club degli «eredi dei nazisti» – perché moderni e democratici è ovvio che non si può essere.
E come non citare i cori da stadio, quelli che fanno spavento a qualsiasi mente sana: «Abbiamo sulle spalle l’eredità di giganti. Dei caduti della RSI». E poi, ovviamente, il repertorio immancabile: «Fuori gli ebrei e i negri dall’Università» – così, per tenere viva la tradizione della discriminazione vintage, che non passa mai di moda per questi illustri rampolli dell’oscurantismo.
Ma non c’erano soltanto studenti in questo circolo neofascista chiamato Edoras. Per chi non avesse ancora capito, si tratta di uno scantinato trasformato in base operativa, chiuso su ordine della procura di Torino. Un covo che, grazie alla sua accoglienza cosmopolita, attirava proseliti perfino da tutta Europa. Diciassette indagati per apologia del fascismo, istigazione all’odio per motivi razziali ed etnici: tutto regolarmente condito con l’immancabile cupo credo neo-nazista. Tra loro anche il figlio di un assessore regionale al patrimonio, Carlo Vignale, che ovviamente dichiara di non aver nulla a che fare con questa allegra combriccola.
Soldati in divisa tra barbe finte e salutismi
E come se non bastasse, tra i frequentatori abituali di Edoras spuntano anche soldati in servizio, armati e perfettamente a loro agio tra le file di camerati. I carabinieri del Ros, con la loro proverbiale pazienza, hanno scoperto questa simpatica partecipazione militare. Un vero e proprio raduno di patrioti in uniforme nascosti sotto le insegne del neofascismo più marchiato a fuoco.
Nella relazione finale dell’indagine, i carabinieri sottolineano come tra i partecipanti ci siano «diversi soggetti appartenenti alle forze armate», con ben tre militari in servizio nella zona di Torino riconosciuti. Peccato che i nomi non siano riportati, perché normalmente, nelle carte giudiziarie, si usano senza problemi. Ma qui evidentemente la discrezione è d’obbligo: i militari, pur tradendo idee estreme, possono dormire sonni tranquilli.
I militari non sono quindi solo presenti, ma la loro presenza è definita «abituale» e – udite udite – in costante aumento. Eh già, perché fare proselitismo tra le truppe è proprio un’attività da infezioni oltremodo «fruttuose»: nel corso dei mesi il numero di militari arruolati volontariamente nelle file dei fascisti è cresciuto evidente, provenienti da diverse sedi e reparti.
La conclusione dei Ros è paradossale e quasi rassicurante: la propaganda neonazista è in grado di coinvolgere una platea molto variegata. Funziona tra studenti attivi in Azione Studentesca, eccelle anche all’estero dove il gruppo è visto come la quintessenza dei camerati italiani, e si insinua persino tra militari in servizio attivo che, invece di vegliare sulla Costituzione, sembrano più impegnati a coltivare idee estremiste.
Festini, grigliate e manifesti di odio
Il report delle forze dell’ordine è puntuale nel riportare le attività dei camerati: dalla grigliata del 7 giugno 2024, immancabili serate con ospiti da altri gruppi come la comunità Raido di Roma e concerti a tema, fino alla ripresa delle attività militari il fatidico 8 settembre 2024 dopo la pausa estiva. Non mancano neanche le celebrazioni per l’anniversario della sede, con date ben evidenziate come il 30 novembre e il 1° dicembre 2024.
Non solo spettatori, però: questi presunti paladini dell’ordine pubblico si sono anche dati da fare nelle loro ore notturne da graffitari d’odio. I militanti hanno attaccato manifesti di propaganda con messaggi che fanno rabbrividire, tra cui uno con su scritto: «Non è bastato il piombo della feccia rossa, Giorgos e Manolis vivono in noi». Ipotesi di culto funebre rivisitato, dedicato ai due esponenti di Alba Dorata, gruppo neonazista greco, eliminati nel 2013. E naturalmente, celati nelle foto c’è pure qualche militare-simpatizzante da copertina.



